«Ci ha dato dei terroni»

SENIGALLIA Il battibecco nato in strada, le provocazioni e poi le botte. Tanto da tenere un poliziotto lontano dal lavoro per più di tre mesi. Ieri mattina, il giudice Maria Elena Cola ha riconosciuto come responsabili di quell’aggressione un 33enne di Novara (ma di origine campana) e un 47enne napoletano. All’epoca dei fatti, il 6 agosto del 2019, erano in vacanza a Senigallia con la famiglia. La condanna: tre anni ciascuno per lesioni personali in concorso. All’agente, parte civile con l’avvocato Sara Scalpelli, andrà un risarcimento di 16mila euro. In totale, aveva avuto una prognosi di 74 giorni. Di sette quella iniziale stilata dal pronto soccorso.
La ricostruzione
L’aggressione era scattata a ridosso del sottopasso di via Perugia, dove si procede uno alla volta a causa della strettoia. Il poliziotto, appartenente al Commissariato di Jesi, era in bici e stava andando al mare. I due imputati, invece, facevano ritorno a casa. Erano su due auto diverse, una Mercedes e una Ford. «Imbocco il sottopasso, molto stretto e arriva una Mercedes – aveva raccontato il poliziotto in aula-. Di solito le auto danno la precedenza a pedoni e bici ma si ferma all’ultimo, lasciandomi uno spazio strettissimo. Osservo il conducente, senza dire una parola. Lui mi dice: che guardi? Io ero esterrefatto, mi stava quasi per investire. Lui continua a urlare, scende e si ferma anche una Focus che lo seguiva, da cui scende il conducente».
Poi l’aggressione. «Mi urlano: che guardi? Si avvicinano e mi colpiscono in due con pugni e schiaffoni al viso. Ero tramortito, sono caduto dalla bici». Nella bagarre, il 33enne si sarebbe anche vantato di essere un pugile. Il caos era terminato grazie all’intervento di alcuni passanti, che erano riusciti a prendere il numero di targa delle due auto. La volta scorsa è stato il 33enne, difeso dall’avvocato Giuliano Prelli, a contestare gli addebiti. Ieri è toccato al coimputato, assistito dal legale Emanuela Bruno.
L’altra versione
«Stavamo tornando dal mare, al sottopasso abbiamo fatto passare il ciclista senza problemi, ma lui ha iniziato a insultarci» ha riferito il 47enne. «Gli ho chiesto perché si stesse lamentando e lui mi ha risposto: ah, siete pure terroni?». Dopodiché, i fatti: «Mi ha dato uno schiaffo e io ho risposto, ma è stata più una spinta che altro. Mi provocava, è stato lui il primo a colpire. Non sapevamo neppure fosse un poliziotto». Probabile il ricorso in appello.




