Sardegna

Affonda il peschereccio “Luigino”: due morti al largo di Santa Maria Navarrese

SANTA MARIA NAVARRESE – Una giornata di pesca si è trasformata in tragedia nella tarda mattinata di oggi, mercoledì 11 febbraio 2026. Al largo di Santa Maria Navarrese, il peschereccio “Luigino”, un’imbarcazione di 12 metri appartenente alla flotta di Arbatax, è colato a picco causando la morte di due uomini: il comandante Antonio Morlè e il marinaio Enrico Piras, entrambi residenti a Tortolì. Un terzo membro dell’equipaggio, Antonio Lovicario, è l’unico sopravvissuto al naufragio.

Secondo quanto ricostruito, l’imbarcazione ha avuto un’avaria al motore mentre si trovava in mare aperto. In balia delle onde e con condizioni meteo-marine avverse, l’equipaggio ha tentato una manovra d’emergenza tentando di stabilizzare il peschereccio e frenare lo schianto verso la costa. In quegli istanti drammatici, il comandante Morlè è riuscito a mettersi in contatto con il fratello, a bordo del peschereccio ZEUS, chiedendo soccorso immediato. Mentre quest’ultimo si dirigeva verso la posizione indicata, la situazione è precipitata e un’onda di traverso ha colpito violentemente il fianco del “Luigino”, facendolo ribaltare in pochi istanti. Lo ZEUS, giunto sul luogo del disastro, è riuscito a individuare e trarre in salvo il marinaio Antonio Lovicario, visibilmente sotto shock ma vivo. Per Antonio Morlè ed Enrico Piras, invece, ogni tentativo di rianimazione è risultato vano.

Sul posto è intervenuta prontamente la Guardia Costiera con la motovedetta CP 811 dell’ufficio circondariale marittimo di Arbatax. Le operazioni di soccorso e il successivo recupero delle salme sono stati coordinati dal reparto operativo di Cagliari. L’incidente è avvenuto in un tratto di mare dove il fondale raggiunge i 200 metri di profondità, circostanza che renderà particolarmente complessi gli accertamenti tecnici sul relitto.


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