Lazio

nei blitz trovata pistola 7,65 e un fucile a canne mozze

Quattro mesi di indagini hanno portato a una svolta sull’agguato avvenuto lo scorso ottobre a Selva Candida.

I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma, insieme ai militari della Compagnia Roma Cassia, hanno eseguito una serie di perquisizioni che hanno consentito di identificare i presunti responsabili del ferimento e di sequestrare un vero e proprio arsenale illegale.

L’attività è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e dalla Procura per i Minorenni, alla luce del coinvolgimento di un ragazzo di appena 17 anni.

L’agguato nel parcheggio

Il fatto risale al 13 ottobre 2025. Nel tardo pomeriggio, un uomo si trovava con la moglie nel parcheggio di un supermercato in via di Selva Candida 239 quando è stato raggiunto da un colpo di pistola.

Un solo sparo, ma mirato: il proiettile ha colpito la vittima ad entrambe le gambe, lasciandola ferita sull’asfalto.

I rilievi balistici effettuati nell’immediatezza avevano indicato l’utilizzo di una pistola calibro 7,65, dettaglio che si è rivelato cruciale per le successive indagini.

Le perquisizioni e il “mini arsenale”

Dopo un lavoro investigativo durato da ottobre 2025 a febbraio 2026, i militari sono arrivati a due giovani del quadrante nord-ovest della Capitale: un 21enne e un 17enne.

Durante le perquisizioni domiciliari sono emersi elementi pesanti:

  • Pistola semiautomatica calibro 7,65, ritenuta compatibile con quella usata nell’agguato. L’arma è stata sequestrata e sarà sottoposta ad accertamenti balistici per verificare la corrispondenza con il proiettile esploso.

  • Fucile a canne mozze, una doppietta modificata mediante il taglio delle canne per renderla più facilmente occultabile e più devastante a distanza ravvicinata. L’arma era completa di munizioni.

Il ritrovamento di un’arma alterata, tipicamente associata a contesti criminali di maggiore pericolosità, ha aggravato ulteriormente il quadro.

Le accuse e l’arresto del padre

I due giovani sono indiziati, in concorso, di lesioni personali dolose aggravate e porto illegale di arma da fuoco.

Ma l’operazione ha avuto un ulteriore sviluppo: il padre del minorenne è stato arrestato in flagranza di reato per la detenzione del fucile a canne mozze rinvenuto nell’abitazione.

Ora saranno gli accertamenti tecnici e le decisioni dell’autorità giudiziaria a stabilire le responsabilità definitive.

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