San Benedetto, indagini della Corte dei Conti sull’incarico di Giantomassi. Nel mirino le due settimane prima delle dimissioni

SAN BENEDETTO – La Corte dei conti vuole vederci chiaro sull’incarico all’ex dirigente all’urbanistica Giorgio Giantomassi, proseguito per alcune settimane, nonostante la caduta dell’amministrazione guidata da Antonio Spazzafumo.
Le motivazioni
Due settimane in cui il professionista è rimasto in carica e questo avrebbe causato un danno erariale. Da qui i rilievi sollevati e contenuti nella lettera inviata, nei giorni scorsi, dalla magistratura contabile al segretario generale Stefano Zanieri. Al momento dell’insediamento della commissaria prefettizia, lo scorso 21 novembre, erano ancora in carica i dirigenti nominati da Spazzafumo: Mauro Bellucci e Giorgio Giantomassi. In particolare quest’ultimo sarebbe dovuto decadere nel momento dello scioglimento del consiglio comunale. Invece è rimasto fino al 5 dicembre 2025. Così la Corte dei conti, nei giorni scorsi, ha fatto recapitare in viale De Gasperi una lettera con i propri rilievi. C’era stata anche una lettera-denuncia firmata dagli ex consiglieri comunali Giorgio De Vecchis, Luciana Barlocci e Annalisa Marchigiani, che indicava come irregolare la presenza di Giantomassi all’indomani dell’uscita dell’ex sindaco. Diversa la posizione del dirigente ai lavori pubblici Mauro Bellucci: il suo incarico terminerà a primavera proprio per il meccanismo dei tre anni minimi, valido anche quando l’incarico è legato al mandato del sindaco, visto che non aveva ancora completato la durata prevista. In teoria, anche Giantomassi avrebbe potuto ottenere una proroga con un atto della commissaria ma la decisione di non procedere è stata supportata dalla volontà di evitare nuove polemiche, viste le contestazioni dei politici.
L’iter
La contestazione è approdata sulla scrivania di Zanieri. La Corte dei Conti ha chiesto chiarimenti e ora Zanieri procederà a stilare e inviare una relazione spiegando l’accaduto e motivando le azioni del Comune, a questo punto la Corte dei conti procederà con una contestazione di addebiti e a quel punto si potrà procedere con l’archiviazione o con la citazione giudiziaria. In tutta questa vicenda è singolare che a giustificare l’operazione sia lo stesso segretario che veste i panni anche di dirigente al personale, quindi direttamente coinvolto nei fatti. La vicenda è stata esposta nella Conferenza dei dirigenti.




