Piemonte

residenti in rivolta contro l’impianto autorizzato

TORINO – Un’antenna 5G alta e visibile a ridosso delle abitazioni private, nel cuore di un’area residenziale. È questa la situazione che si sta concretizzando in Strada del Barocchio, dove è stata autorizzata l’installazione di un impianto per telecomunicazioni da parte dell’operatore ILIAD. E ora monta la protesta.

A formalizzare la contestazione è una lettera di denuncia che chiede la revisione immediata dell’autorizzazione e la sospensione dei lavori, sollevando una serie di criticità urbanistiche, ambientali ed economiche. Secondo la denuncia, la struttura avrebbe “altezza e impatto rilevanti” e verrebbe collocata in “prossimità immediata di abitazioni private”, in un contesto definito “chiaramente residenziale”.

A corredo della segnalazione sono state diffuse anche immagini esplicative: una fotografia dell’area e una seconda elaborazione grafica – realizzata tramite intelligenza artificiale – con l’obiettivo dichiarato di rappresentare in modo realistico l’impatto finale dell’infrastruttura una volta completata.

“Sviluppo tecnologico sì, ma non in mezzo alle case”

Nel documento si precisa che non è in discussione lo sviluppo tecnologico né la diffusione delle reti di nuova generazione. Il punto centrale riguarda invece la scelta localizzativa, ritenuta “del tutto incompatibile con il contesto urbano”.

Secondo i firmatari, l’installazione di un impianto di tali dimensioni tra le abitazioni sarebbe “sproporzionata e difficilmente giustificabile”, soprattutto considerando la possibile presenza di alternative meno impattanti, come aree agricole, zone industriali o edifici già destinati a impianti tecnologici.

La richiesta è chiara: valutare opzioni diverse prima di procedere in modo definitivo.

Le criticità sollevate: paesaggio, salute e valore degli immobili

La lettera elenca una serie di problematiche considerate “gravi e concrete”:

  • un forte impatto urbanistico e paesaggistico;
  • un’alterazione della qualità della vita dei residenti;
  • preoccupazioni sotto il profilo della sicurezza e della tutela della salute, pur nel rispetto dei limiti normativi vigenti e richiamando il principio di precauzione;
  • una potenziale svalutazione degli immobili circostanti.

Proprio quest’ultimo aspetto viene indicato come particolarmente penalizzante: i proprietari delle abitazioni vicine all’antenna si troverebbero a subire un possibile danno economico diretto, senza alcun beneficio compensativo.

Il nodo dell’interesse economico privato

Nel documento emerge anche un’altra questione: il “rilevante interesse economico privato” derivante dalla concessione o vendita dell’area destinata all’impianto. Secondo i residenti, si tratterebbe di un vantaggio concentrato su pochi soggetti, mentre l’impatto negativo ricadrebbe sull’intera collettività della zona.

Uno squilibrio che, a loro avviso, rende la scelta ancora più discutibile e meritevole di approfondimento pubblico e istituzionale.

La richiesta: sospensione e confronto pubblico

I firmatari chiedono che l’autorizzazione venga sottoposta a immediata revisione e che l’intervento sia sospeso in attesa di:

  • una valutazione approfondita e comparativa delle alternative possibili;
  • un percorso trasparente;
  • un reale coinvolgimento dei cittadini interessati.

“Decisioni di questa portata – si legge – non possono essere assunte senza un’adeguata ponderazione degli effetti sul territorio, sul valore degli immobili e sui diritti dei residenti”.

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