La Garante per l’infanzia lancia l’allarme: “Intelligenza artificiale, servono tutele più forti per i minori” – Cronaca
BOLZANO. In occasione della giornata mondiale Safer Internet Day dalla Garante per l’infanzia e l’adolescenza, Daniela Höller, sottolinea i pericoli per bambini e adolescenti dell’utilizzo improprio dell’intelligenza artificiale. A preoccupare Höller sono i contenuti manipolati con l’Ia e, in particolare, i deepfake, quei contenuti digitali nei quali, l’aspetto o la voce delle persone, vengono modificati in modo tale da creare l’impressione che stiano pronunciando dichiarazioni o compiendo azioni che in realtà non sono mai avvenute.
Uno strumento di cui, troppo spesso ne restano vittime proprio i più giovani attraverso immagini, video o messaggi vocali falsificati, dai quali viene prodotto materiale pedopornografico. Le conseguenze possono andare dall’umiliazione e dal carico psicologico fino all’esclusione sociale, ai pensieri suicidari o al suicidio stesso. A causa dell’elevata credibilità dei deepfake, la diffusione rapida di questi contenuti falsi risulta particolarmente facile.
«La celere diffusione dei deepfake pone la protezione delle giovani e dei giovani di fronte a nuove sfide. La Legge statale del 23 settembre 2025, n. 132 rafforza la tutela giuridica e consente un’azione più decisa contro questa forma di violenza digitale», dice la Garante per l’infanzia e l’adolescenza Höller.
Con la Legge n. 132/2025, le disposizioni dell’Unione Europea sono state recepite nel diritto nazionale e sono state stabilite linee guida chiare per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. I sistemi di IA devono essere progettati in modo trasparente, garantire un uso sicuro e responsabile ed essere sottoposti a un efficace controllo umano. Per bambine e bambini sono previste misure di protezione particolari: sotto i 14 anni è necessario il consenso dei genitori o esercenti la responsabilità genitoriale.
Adolescenti tra i 14 e i 18 anni possono acconsentire al trattamento dei propri dati personali connessi all’utilizzo di sistemi di IA, purché le informazioni sul trattamento dei dati siano facilmente accessibili e comprensibili.
Inoltre, viene introdotta una nuova fattispecie di reato relativa ai deepfake: chi cagiona a una persona un danno ingiusto cedendo, pubblicando o diffondendo in altro modo, senza il suo consenso, immagini, video o voci falsificati o alterati mediante l’impiego di sistemi di intelligenza artificiale, idonei a indurre in inganno circa la loro genuinità, è punito con la reclusione da uno a cinque anni. Il reato è perseguibile a querela della persona offesa.
Tuttavia, si procede d’ufficio se il fatto è stato commesso nei confronti di una o un minore. «I diritti di bambine, bambini e adolescenti valgono anche nello spazio digitale. Personalità, privacy e dignità delle giovani e dei giovani devono quindi essere tutelate con coerenza anche nel mondo virtuale», conclude la Garante per l’infanzia e l’adolescenza.




