calci e pugni a Jesi, li manda all’ospedale. Il 26enne è stato arrestato

JESI Urlava, sbraitava frasi senza senso e stava dando in escandescenza. «Spacco tutto!», avrebbe sentito urlare la vicina di casa, tanto da temere che fosse in corso una violenta lite familiare e il giovane – un 26enne originario di Cerignola di professione impiegato – stesse aggredendo i suoi genitori con cui vive in un appartamentino del centro. L’allarme è scattato domenica mattina verso le 9,30. Le urla fortissime hanno destato particolare apprensione, tanto che la vicina ha allertato il 112 temendo per l’incolumità dei genitori del ragazzo. Sul posto sono prontamente intervenuti i Carabinieri del Norm Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia di Jesi.
La concitazione
In realtà non c’era nessuna lite in corso, ma il giovane che era completamente fuori di sé e gridava.
Non aveva fracassato nulla, minacciava soltanto di farlo. I militari hanno trovato l’uscio di casa aperto e sono entrati, ma alla loro vista il ragazzo, in evidente stato di alterazione psicofisica, ha perso ancora di più le staffe scagliandosi contro gli operanti senza alcuna ragione.
Uno dei militari è stato afferrato per il collo, l’altro è stato raggiunto da un pugno in un occhio che gli ha causato una ferita al sopracciglio. Nonostante l’esagitato scagliasse calci e pugni, i due militari lo hanno comunque contenuto e arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Il giovane, per lo stato di confusione e aggressività esasperata in cui versava, è stato trasportato al Pronto soccorso dell’ospedale Carlo Urbani di Jesi dove è stato sottoposto a test tossicologici per accertare la natura del suo stato di alterazione psicofisica.
L’ipotesi è che si trovasse in quello stato per un abuso etilico o di sostanze psicotrope, ma saranno le analisi a stabilirlo. I risultati non sono stati resi noti. In ospedale sono finiti anche i due militari del Norm per essere medicati. Hanno riportato contusioni e lesioni, per fortuna non gravi, giudicate dai medici guaribili con prognosi rispettivamente di 3 e 5 giorni. Ieri, il 26enne è comparso davanti al giudice del Tribunale di Ancona per la convalida e la direttissima.
Il suo difensore, nominato d’ufficio, l’avvocato Federico Arcolai, ha chiesto i termini a difesa pertanto il giudice, dopo aver convalidato l’arresto, ha disposto per il giovane la misura cautelare personale dell’obbligo di firma. Originario di Cerignola, il ragazzo vive a Jesi da molti anni insieme ai genitori. E’ un impiegato, lavora stabilmente ed è incensurato. Cosa lo abbia spinto a reagire in modo così violento alla vista dei militari sarà accertato nel corso del dibattimento. Il processo è stato rinviato al 27 marzo.




