“’O Babbà è una cosa seria”: Al Trianon Viviani il Burlesque è un viaggio surreale
Il Teatro Trianon Viviani ha vissuto una serata all’insegna del burlesque: sotto la direzione di Marisa Laurito ha debuttato Voyageburlesque
NAPOLI – Domenica 8 febbraio, il Teatro Trianon Viviani ha vissuto una serata fuori dal comune. Sotto la direzione di Marisa Laurito, ha debuttato “Voyageburlesque” lo spettacolo di burlesque cabarettistico firmato da Raffaella Tirelli, che ha saputo mescolare l’eleganza del genere alla forza del teatro artigiano. Il palcoscenico si spoglia dei pregiudizi per vestirsi di piume, ironia e un pizzico di follia. Per la prima volta, il burlesque cabarettistico entra in teatro non solo per stupire, ma per raccontare una storia: quella di una compagnia di artisti del territorio alle prese con il fascino e le fatiche di un “mestiere artigiano”.
Tra Citazioni e Pasticci: Il Viaggio verso l’Ignoto
Al centro della trama, una compagnia di artisti colta nel momento più delicato: i preparativi per una lunga tournée. Lo spettacolo esplora con ironia le fatiche del “mestiere artigiano”, fatto di bauli da chiudere e scalette da perfezionare. A guidare la troupe sono due figure polari: l’enigmatica guida che parla per colte citazioni e Lady Like, capocomico maldestra ma trascinante. Insieme, varcheranno la soglia di una dimensione sconosciuta, dove la realtà si piega alla fantasia.
Musica d’Autore e la Magia del “Babbà”
A rendere l’atmosfera elettrica non sono solo i movimenti sinuosi degli artisti, ma una colonna sonora che scotta. Lo spettacolo spazia tra le note oniriche di Vinicio Capossela al ritmo di “Medusa cha cha”, creando un mix sonoro che tiene il pubblico col fiato sospeso.
Il vero cuore pulsante dello show? L’esibizione centrale, un trionfo di napoletanità e sensualità ironica sulle note della celebre “’O babbà è ‘na cosa seria”. È qui che il burlesque dimostra la sua vera essenza: un’arte che sa ridere di se stessa senza perdere un briciolo di eleganza, rendendo omaggio alla tradizione proprio mentre la sovverte.
Portare il burlesque al Trianon non è solo una scelta estetica, ma un omaggio alla professionalità di artisti locali che hanno saputo nobilitare questo genere. Tra equivoci, viaggi dimensionali e citazioni colte, il pubblico viene invitato a scoprire che, dietro ogni velo che cade, c’è la maestria di chi il teatro lo vive ogni giorno come un’arte antica e preziosa.
È un’occasione rara di vedere artisti affermati della nostra terra giocare con un genere internazionale, restituendogli una dignità teatrale immensa. Tra un travestimento e l’altro, lo spettacolo ci ricorda che, proprio come il dolce da cui prende il nome la canzone della Laurito, il teatro — quello vero, fatto di sudore e polvere di stelle — è una cosa maledettamente seria.
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