FdI a Bologna con Nordio e Piantedosi il 21 febbraio, il PD insorge

Il 21 febbraio i parlamentari di FdI saranno in piazza XX settembre insieme ai ministri dell’interno, Matteo Piantedosi, e della Giustizia, Carlo Nordio, e il PD non l’ha presa bene:. L’evento “durerà tutta la mattina e ha come scopo dichiarato quello di illustrare l’attività parlamentare”, scrive in una nota il Enrico Di Stasi, segretario provinciale del Pd di Bologna.
Ma per il dem bologNese “si tratta, invece, dell’ennesimo tentativo di influenzare l’opinione pubblica sui temi del referendum sulla Giustizia e della Sicurezza, tentando di convincerla, in quest’ultimo caso, che togliere il diritto di manifestare o altre libertà fondamentali, attraverso Disegni di legge sulla sicurezza anacronistici, serva a porre rimedio a una gestione della sicurezza e dell’ordine pubblico fallimentare da parte del Governo Meloni”.
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Si andrà al voto per la riforma della giustizia in 22 e il 23 marzo, mentre il Consiglio dei Ministri ha approvato alcuni giorni fa il pacchetto di norme che regolano le manifestazioni di piazza, fermo di prevenzioni, contrasto a baby gang e immigrazione… Per Di Stasi “un Governo che dovrebbe, innanzitutto, come gli hanno chiesto fino alla nausea il centrosinistra e le stesse forze dell’ordine, rafforzare gli organici urgentemente”.
“Non fingono neanche più moderazione”
“I ministri Nordio e Piantedosi non fingono neanche più moderazione, portando avanti in modo radicale i provvedimenti più repressivi del Governo – continua il segretario – Ormai non si preoccupano neanche più di fingere che i loro Ministeri siano espressione di tutti i cittadini e non di una sola parte politica. Per quanto riguarda il Referendum, infine, il Governo deve essere molto preoccupato dell’esito o molto determinato a controllare la magistratura, perché non si è mai visto, in nessuna consultazione referendaria, un livello di schieramento tale da parte dei Ministeri. Il Governo Meloni, ancora una volta, soffoca la libertà dei cittadini, non permettendo loro di farsi un’idea autonomamente, ma irrompendo in modo sguaiato e brutale nella campagna referendaria e mostrando così il suo vero volto che di democratico non ha nulla”.
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