Philip Morris, ricavi oltre i 40 miliardi grazie al business smoke free
Il colosso del tabacco archivia conti record grazie soprattutto ai prodotti smoke free. «Abbiamo raggiunto un altro anno di risultati straordinari nel 2025, con un quinto anno consecutivo di crescita dei volumi, ricavi netti superiori a 40 miliardi di dollari, di cui quasi 17 miliardi derivanti dalla nostra attività senza fumo, e un’ottima espansione del margine operativo». A dichiararlo, Jacek Olczak, ceo del Gruppo Philip Morris International, commentando venerdì i risultati 2025. La società ha registrato un aumento degli utili nel quarto trimestre, grazie anche alle forti vendite di prodotti senza fumo come le bustine di nicotina Zyn e ha dichiarato che l’utile diluito rettificato per azione è salito a 1,70 dollari nel periodo, superando le stime degli analisti di 1,68 dollari.
I ricavi netti si sono attestati a 40,6 miliardi di dollari, in aumento su base annua del 7,3% (+6,5% su base organica), grazie al significativo contributo del business senza fumo (smoke-free business) che è cresciuto del 15% a 16,9 miliardi (+14,1% organico),con volumi di spedizione annuali in aumento del 12,8 per cento. A contempo il business tradizionale si è consolidato a 23,8 miliardi (+2,5% su anno; +1,8% organico).
Sul fronte della redditività, l’utile per azione diluito rettificato per l’intero anno si è attestato a 7,54 dollari, segnando un incremento del 14,8% rispetto al 2024 (14,2% su base neutrale rispetto alla valuta), superando significativamente quello riportato di 7,26 dollari.
Analizzando la performance dei singoli prodotti, Iqos (dispositivi elettronici di riscaldamento del tabacco sviluppati da Philip Morris come alternativa alle sigarette tradizionali) continuano a dominare la scena globale della categoria heat-not-burn, dove la società detiene una quota di volume del 76% circa. Nonostante l’intensificarsi della concorrenza, questi prodotti mantengono quasi il 70% dei volumi della categoria e si conferma il secondo “marchio” di nicotina più grande nei mercati in cui è presente, conquistando la leadership assoluta in 13 mercati. Il business dei prodotti senza fumo è ormai una realtà consolidata che pesa per il 41,5% dei ricavi netti totali (in aumento rispetto a quasi il 39% nel 2024) e per quasi il 43% dell’utile lordo, con un aumento rispettivamente di 2,8 e 3,2 punti percentuali rispetto all’anno precedente.
«In dieci anni nel mondo – aveva spiegato a settembre scorso, Massimo Andolina, presidente europeo del colosso americano del tabacco, in occasione della conferenza stampa sull’impatto economico (tra il 2019 e il 2023) del gruppo nell’Unione Europea – abbiamo spostato circa il 40% del nostro fatturato verso soluzioni senza combustione. In Europa abbiamo fatto ancora meglio, arrivando a quota 46 per cento». Le ambizioni per il futuro del gruppo sono quelle di seguire questo cammino, alzando l’asticella fino all’80 per cento.
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