Friuli Venezia Giulia

Rotta polare, l’allarme di Fedriga: «Così il Mediterraneo rischia di sparire», la sfida IMEC passa da Trieste

09.02.2026 – 21.00 – Il Mediterraneo rischia di perdere centralità negli scambi commerciali globali a causa dello sviluppo della cosiddetta rotta polare, con conseguenze economiche e occupazionali rilevanti se non si interviene con scelte strategiche tempestive. È l’allarme lanciato dal governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, intervenendo a un convegno sulla portualità, al quale ha partecipato anche il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. «Abbiamo parlato di porto e del futuro del porto, non del porto di una città, di una regione o di un Paese, ma del porto di un continente», ha sottolineato Fedriga, evidenziando come le trasformazioni in atto nel commercio marittimo mondiale rappresentino sfide globali destinate a incidere anche sui territori locali. «Qualcuno può vederle lontane, ma condizionano e condizioneranno la vita di questa terra», ha aggiunto.

Il presidente della Regione si è soffermato in particolare sul significato della rotta polare, che potrebbe modificare in modo strutturale i flussi commerciali tra Asia ed Europa. «Vuol dire che tutte le rotte del Far East, dalla Cina e dagli altri Paesi asiatici, per arrivare in Europa passeranno dalla parte nord, dai porti del Nord», ha spiegato. Uno scenario che, secondo Fedriga, rischia di penalizzare non solo Trieste ma l’intero bacino del Mediterraneo, con ripercussioni su imprese, lavoro ed entrate economiche. In questo contesto, il governatore ha indicato come strategica l’IMEC, il corridoio economico che collegherebbe l’India all’Europa attraverso il porto di Trieste. «È la soluzione che abbiamo proposto con forza», ha affermato, ricordando di averne discusso anche recentemente con il viceambciatore tedesco, nell’ambito di un confronto sulle opportunità legate a questa infrastruttura. Secondo Fedriga, la mancanza di una visione di lungo periodo comporterebbe un costo elevato per i cittadini. «Se questo fattore non viene considerato a fondo, rischiamo fra qualche anno di non accorgerci di quello che stava accadendo e di far pagare alle persone che vivono in questa terra il prezzo di mancate scelte e mancate strategie», ha concluso.

[f.v.]




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