Cultura

TRACK: Trust The Mask – PUPPET

Foto: Isabelle Moro / Artwork: Vittoria Cavedon

Un mondo distopico, in cui la realtà è composta unicamente da finzione e repliche fittizie; la rassegnazione di trovarsi a vivere una vita priva di significato. Trust the Mask torna con il nuovo singolo, “PUPPET”: una riflessione disillusa sull’apatia della contemporaneità. Combinando un testo ricolmo di delusione e sterilità con una strumentale elettronica dai toni alienanti, il duo vicentino costruisce un’esperienza sonora di grande impatto, in cui l’ascoltatore si immerge fino ad essere inglobato. Un brano potente e consapevole, intriso di un’insoddisfazione bruciante.

«”PUPPET” racconta una vita in sospensione, intrappolata in una quotidianità apatica dove sopravvivere è l’unico traguardo. La frase “today was a good one” è un paradosso: un giorno è “buono” solo perché non è successo il peggio, una consolazione minima, quasi grottesca. È un sentimento che appartiene alla protagonista, ma anche a molte persone oggi: un riflesso fedele del nostro tempo emotivamente esausto.
Il brano tratteggia la rassegnazione di chi ha smesso di credere in un futuro emotivo o materiale. La “little house” è un sogno remoto, i simboli di cura sono artificiali: fiori di gomma, vetro economico. Tutto è plastificato, tutto è falso. La solitudine impregna ogni immagine: i giorni non passano, si accumulano. La protagonista si aggrappa a micro-azioni che non cambiano nulla ma impediscono la caduta.
Il concept indaga il ciclo dei giorni identici, la lotta silenziosa di chi convive con la propria stanchezza emotiva. Una solitudine che non esplode, brucia a fuoco lento.
Il paesaggio sonoro amplifica tutto: una bassline profonda da coldwave, synth sospesi di darkwave minimale, e una voce calda, lievemente stanca, che avanza come un pensiero a bassa intensità ma carico di sfumature.»

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