La storica cartiera di Ovaro diventa un progetto culturale

Sarà presentato venerdì 13 febbraio nel Centro socioculturale di Ovaro, alle ore 18, il progetto “La Cartiera di Ovaro. Patrimonio industriale della Carnia”. Lo storico stabilimento della Val Degano è stato designato come modello ed esempio di un progetto culturale che valorizzerà il proprio ruolo nel contesto socio-economico della Carnia, e diventa luogo di eccellenza per la sostenibilità e la resilienza della montagna friulana. Alla presentazione interverranno Rosario De Marchi, direttore della Cartiera Rdm di Ovaro e Giuseppe Gori, autore del volume “Le lotte per il lavoro in Carnia. Il caso della Cartiera di Ovaro”, assieme agli ideatori e partner del progetto: l’associazione Isoipse, il Comune di Ovaro, Carnia Musei-Comunità di Montagna della Carnia, l’associazione Lago, la cooperativa Cramars e la stessa cartiera. Il progetto prevede una serie di iniziative, fra le quali una ricerca storico-etnografica, una raccolta di oggetti, fotografie e testimonianze e collaborazioni con artisti che lavorano con la carta.
L’industria occupa 5mila persone in Carnia
La montagna non vive solo di agricoltura e turismo, ma anche di industria: nelle circa 200 imprese del parco industriale della Carnia trovano occupazione circa 5mila persone. La cartiera, fin dal suo avviamento negli anni ’20 del 1900, ha rappresentato un punto di riferimento economico e sociale di assoluto rilievo per la comunità di Ovaro e non solo, e nel 2023 ha celebrato i 100 anni dalla sua fondazione all’interno della Val Degano. L’azienda occupa circa 170 persone e altrettante nell’indotto. Il cartone rigido è impiegato per la produzione di scatole di alta gamma dei maggiori brand del lusso; di recente ha avviato anche una nuova linea di cartone, utilizzato per la produzione di tessere da puzzle.
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