frenata a Milano e “fuga” dagli short rent a Roma e Napoli
Il mercato degli affitti nelle grandi città italiane sta attraversando una fase di profonda trasformazione.
I dati diffusi da l’ufficio studi Gruppo Tecnocasa, fanno emergere un trend chiaro: i proprietari stanno progressivamente abbandonando gli affitti brevi per tornare al residenziale tradizionale, con effetti diversi su Milano, Roma e Napoli.
MILANO, LA CITTÀ PIÙ CARA INIZIA A RIFIATARE
Per la prima volta dopo lungo tempo, il capoluogo lombardo registra una leggera decrescita dei canoni. Il fenomeno ha diverse cause: molti proprietari che avevano scommesso sugli affitti brevi stanno tornando al residenziale a causa di un mercato ormai saturo e delle crescenti difficoltà gestionali legate alle locazioni turistiche.
Cresce inoltre l’appeal dei contratti a canone concordato, saliti al 10,2% grazie alla revisione al rialzo dei valori da parte del Comune che ha reso questa formula più conveniente.
Milano resta comunque la città della mobilità: domina il canone transitorio con il 47,6% dei contratti, segno evidente di una metropoli che ospita lavoratori e studenti in costante movimento. La tipologia più richiesta rimane il bilocale, con il 62,3% delle preferenze.
ROMA E L’EFFETTO POST-GIUBILEO
Nella Capitale la carenza di immobili resta critica, ma lo scenario degli affitti brevi è mutato drasticamente dopo l’anno santo.
Molti appartamenti destinati ai turisti per il Giubileo sono rimasti vuoti a causa della troppa concorrenza: il risultato è che i proprietari si stanno spostando massicciamente sugli affitti tradizionali o transitori.
Nonostante questo cambio di rotta, i canoni continuano a crescere, segno che la domanda abitativa resta comunque molto forte.
Roma si conferma la regina del canone concordato con il 58,7% dei contratti, formula preferita per i vantaggi fiscali che offre sia ai proprietari che agli inquilini.
Il 56,6% dei romani affitta per scelta o necessità, con una preferenza per i bilocali (45,4%).
NAPOLI TRA TURISMO E NECESSITÀ
Napoli segue il trend delle altre metropoli, cercando di bilanciare l’enorme afflusso turistico degli ultimi anni con le necessità dei residenti.
È però la città dove si affitta di più per necessità o scelta di vita, con il 75,3% degli inquilini, segno di un mercato locale molto radicato e meno legato alla mobilità lavorativa.
Anche nel capoluogo partenopeo prevale il canone concordato con il 44,7% dei contratti, mentre i bilocali rappresentano il 40,8% delle scelte abitative.
IL RITORNO ALLE ORIGINI
I proprietari italiani sembrano essere diventati più cauti, spinti da tre fattori principali. Prima di tutto le difficoltà di gestione: gli affitti brevi richiedono tempo e servizi che molti privati non riescono più a sostenere in maniera continuativa.
In secondo luogo, in molti quartieri l’offerta di case vacanze ha superato la domanda, abbassando drasticamente i profitti e lasciando appartamenti vuoti per lunghi periodi.
Infine pesa il fattore fiscale: il canone concordato, con la sua tassazione agevolata attraverso la cedolare secca al 10%, sta diventando più redditizio rispetto al rischio di avere un appartamento turistico invenduto.
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