Russia, via libera: ma solo per i giovani

Dalle Paralimpiadi al Cio, passando per la Fifa e le principali Federazioni internazionali, la Russia si riaffaccia, per ora ancora timidamente, nel mondo dello sport dopo un bando prolungato. Ci sono segnali crescenti che le misure imposte a Mosca stanno iniziando a incrinarsi. Un esilio durato oltre quattro anni e innumerevoli controversie sul diritto di ripristinare bandiere e inni negli stadi, hanno avvicinato i russi a quello che potrebbe rivelarsi un punto di svolta, come sostiene un articolo del New York Times.
In una riunione che il Cio ha tenuto a Milano alla vigilia dei Giochi invernali, diversi membri hanno espresso la loro disponibilità ad una graduale reintegrazione della Russia nel sistema sportivo internazionale. Sebbene la presidente del Cio, Kirsty Coventry, abbia evitato di nominare esplicitamente il Paese nel suo discorso, il suo messaggio è stato ampiamente interpretato come un chiaro cambiamento di tono. “Siamo un’organizzazione sportiva”, ha detto l’ex campionessa zimbabwese ai delegati. “Comprendiamo la politica e sappiamo di non operare in un ambiente isolato, ma il nostro gioco è lo sport. Questo significa mantenere lo sport come un terreno neutrale”.
Inoltre, il presidente della Fifa, Gianni Infantino, molto vicino a Trump, ha dichiarato a Sky TV che l’organo di governo del calcio dovrebbe “considerare” la revoca del divieto imposto alle squadre nazionali russe. Analogamente, il presidente della Federazione Internazionale Sci e Snowboard, Johan Eliasch, ha chiesto criteri “più chiari e coerenti” per evitare che la Russia venga trattata in modo diverso rispetto ad altri Paesi coinvolti in conflitti armati.
Il Cio sul tema ha contribuito solo a creare problemi, delegando alle Federazioni internazionale la decisione da tenere sulla Russia. Attualmente, solo 13 atleti russi gareggiano alle Olimpiadi Milano-Cortina in regime neutrale, senza bandiera né inno. Una presenza di un ex grande Paese dello sport che rischia di lasciare ben poche tracce come successo anche a Parigi 2024. Tuttavia, nel dicembre 2025, il Cio ha fatto un ulteriore passo avanti, raccomandando alle Federazioni internazionali di consentire agli atleti russi e bielorussi di gareggiare nelle categorie giovanili con le proprie bandiere e i propri inni nazionali.
Alcune Federazioni hanno già agito, ad esempio la World Taekwondo e la International Judo Federation hanno eliminato tutte le restrizioni. Via libera quindi ai giovani russi negli sport individuali, ma chiusura totale sugli sport di squadra (ad esempio la pallanuoto). Insomma, un piccolo passo in avanti, una piccola apertura anche se la Tregua Olimpica per ora non è stata assolutamente rispettata e in Ucraina si continua a morire.
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