Non faremo finire la vertenza nell’ombra

Assemblea sindacale dei lavoratori della Tekne di Ortona, nel pomeriggio di lunedì 9 febbraio. Un’occasione in cui sono emersi i timori per la situazione dell’azienda, ribaditi dalla Fiom Cgil Chieti.
“Rispetto alle numerose criticità affrontate in questi ultimi due anni – dicono il segretario provinciale Andrea De Lutis e la Rsu Fiom – questa è senza dubbio la fase che ci preoccupa di più. Le notizie apparse sulla stampa nazionale, fondate o meno, rischiano infatti di produrre effetti pesantissimi: possono allontanare potenziali interlocutori industriali che stavano valutando un ingresso in società e, allo stesso tempo, scoraggiare anche la politica, proprio nel momento in cui era stato annunciato un possibile intervento pubblico attraverso Invitalia”.
Ma la Fiom Cgil spiega di voler fare “esattamente il contrario: non abbassare i riflettori, ma parlare il più possibile di questa vertenza e richiamare ciascuno alle proprie responsabilità. In questo caso il Governo e le istituzioni a diversi livelli sono parte in causa a tutti gli effetti – incalzano – come clienti, dal momento che diversi Ministeri e Regioni acquistano mezzi prodotti da Tekne; come soggetto istituzionale, che ha esercitato la golden power lo scorso agosto”.
A settembre, il sindaco aveva chiesto una convocazione dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, ma senza alcun riscontro finora.
Nel frattempo, il caso è arrivato in parlamento con due interrogazioni: una di Daniela Torto (Movimento 5 stelle), ripresentata pochi giorni fa, e una di Calogero Pisano (Noi Moderati). Inoltre, anche il Pd e altri partiti hanno anunciato di interessarsi alla vertenza.
“Con l’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori – spiega la Fiom Cgil – abbiamo condiviso un punto fermo: questa vertenza non finirà nell’ombra. La porteremo avanti insieme all’opinione pubblica fino a quando non arriverà una convocazione ufficiale o non verrà chiarito che la crisi è stata superata.
Se non saremo convocati, saremo noi a farci vedere e sentire”.
Source link



