Scooter rubato con il GPS porta a un deposito della ricettazione: recuperate 13 moto
Quello che all’esterno appariva come un normale capannone in un’area commerciale si è rivelato un vero e proprio magazzino della ricettazione.
All’interno, i Carabinieri hanno scoperto una catena organizzata di smontaggio: motoveicoli rubati, privati delle targhe e progressivamente “ripuliti”, pronti per alimentare il mercato nero dei pezzi di ricambio.
La svolta dell’indagine è arrivata grazie alla tecnologia. Uno scooter rubato lo scorso 18 gennaio era dotato di sistema GPS satellitare. Il proprietario, monitorandone gli spostamenti in tempo reale, ha individuato la posizione del mezzo in via Acqua Felice (Monte Compatri) e ha immediatamente allertato il 112.
I Carabinieri della Stazione di Colonna, con il supporto della Compagnia di Frascati, sono intervenuti sul posto bloccando ogni possibile via di fuga.
All’interno del capannone non c’era solo il T-Max segnalato. I militari hanno rinvenuto complessivamente 13 motoveicoli, tutti risultati provento di furti denunciati tra dicembre 2025 e gennaio 2026 in diversi quartieri di Roma.
Tra i modelli recuperati figurano numerosi Honda SH, Yamaha Tracer e X-Max, rubati nelle zone Prenestina, San Giovanni, Monteverde e Trevi. Molti mezzi erano già stati parzialmente smembrati, segno di un’attività ben avviata e sistematica.
L’operazione si è conclusa con la denuncia a piede libero di due cittadini ghanesi, di 41 e 48 anni, entrambi con precedenti, accusati di ricettazione ed esercizio abusivo di attività commerciale. L’intera struttura, di proprietà di un cittadino romeno, è stata posta sotto sequestro.
Tutti i motoveicoli recuperati sono stati trasferiti in una depositeria convenzionata. I legittimi proprietari sono già stati contattati dai Carabinieri per avviare le procedure di riconsegna
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