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Luca Argentero: «Mia moglie è l’occasione più importante della mia vita»

A due giorni dall’uscita su Netflix di Motorvalley, Luca Argentero torna a misurarsi con un personaggio distante da quelli a cui il pubblico si è abituato negli ultimi anni. Arturo, ex pilota automobilistico segnato da un incidente e da una carriera interrotta, è un uomo che vive di fratture e di seconde occasioni. E forse non è un caso che l’attore parli di questo progetto come di una scelta quasi inevitabile.

«Vengo da qualche stagione di Doc, in cui interpreto un personaggio molto pulito. Qui si chiedeva di fare qualcosa di sporco, perciò è stata una scelta facile, una proposta attraente», racconta. Motorvalley, ispirato al film Veloce come il vento, gli ha permesso di esplorare lati più oscuri, meno rassicuranti, mettendo da parte l’eroe positivo per indagare una fragilità più ruvida.

La serie, ideata e prodotta da Matteo Rovere, ruota attorno a una scuderia dal nome programmatico: SC17, acronimo di «Second Chance». Una seconda possibilità per Arturo, per Elena (Giulia Michelini) e per Blu (Caterina Forza), tre personaggi «rotti», che hanno perso quasi tutto ma non l’amore per le corse. Il Campionato Gran Turismo diventa così lo spazio in cui tentare un riscatto, lontano dal glamour e vicino alla sostanza.

Luca Argentero ammette di aver scoperto un mondo che non conosceva davvero: «Non avevo capito il livello di intensità che i motori generano nelle persone. L’odore della benzina, dell’asfalto, della gomma bruciata entra nel sangue di chi vive questo mondo». Un universo fatto più di passione che di spettacolo: «Il campionato GT non è particolarmente glamour, non è fatto di riti televisivi. È fatto di gente che vive davvero di questo, tanto che gli spalti non sono mai gremiti».

Nel personaggio di Arturo c’è anche una riflessione sul controllo, sulla testa prima ancora del talento. «Il mio personaggio dice che “un pilota senza testa non è un pilota”. Puoi avere un grande talento e saper far andare una macchina molto veloce, ma senza controllo, concentrazione, disciplina e senso della squadra non vai lontano». Un aspetto che ha sorpreso lo stesso Argentero, convinto inizialmente che si trattasse di uno sport dominato dall’individualità: «Ho scoperto invece che il senso della squadra è fondamentale. Un pilota è un insieme di caratteristiche».


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