Puglia

“La comunità scolastica pagherà il prezzo dei ritardi” – BarlettaLive.it

Il prossimo 5 marzo, gli alunni della scuola dell’infanzia e primaria “D’Azeglio” dovranno, insieme ai loro insegnanti e a tutti gli operatori scolastici, lasciare l’istituto per trasferirsi altrove, “con la speranza, solo quella, a fronte di tale disagio nel bel mezzo dell’anno scolastico, che possano iniziare i lavori di adeguamento sismico nella loro scuola. Lavori per i quali il tempo è scaduto, il finanziamento è perso. Lavori per i quali, al momento, non ci sono proroghe, non ci sono fondi”, denunciano i consiglieri communali del PD Rosa Cascella, Lisia Dipaola, Santa Scommegna e Giuseppe Paolillo.

“L’Amministrazione comunale, però, e in primis il sindaco Cannito, e gli assessori all’Istruzione e ai Lavori Publlici, Massimiliano e Giuseppe Dileo, hanno deciso di procedere ad ogni costo, ingaggiando un faccia a faccia irragionevole, duro e incomprensibile con la dirigenza scolastica e il Consiglio d’Istituto che ne rappresenta la comunità di genitori, famiglie e alunni. Lavori per i quali il sindaco sarebbe disposto perfino a indebitare le casse della città. Perché non fermarsi, perché non usare un percorso differente? Perché mettere a rischio tutto e non confrontarsi con lucidità con chi, più di tutti, pagherebbe tale scelta?

Questo ennesimo ultimatum alla “D’Azeglio” ha portato il Consiglio d’Istituto a chiedere un ulteriore incontro all’Amministrazione comunale. Ma mentre la data del trasloco si avvicina, da Palazzo di città non v’è stato alcun riscontro. Sindaco, noi crediamo ancora nella forza del dialogo, ci speriamo e ci proveremo fino all’ultimo, insieme ai genitori, agli insegnati, ai bambini e a tutti gli operatori scolastici. In ballo ci sono i loro diritti e quelli di un’intera comunità scolastica, forte di una storia che si è costruita in quasi un secolo e che ora rischia di finire nella maniera più terribile che ci sia, con il portone chiuso e il timore che la campanella che non suonerà mai più.

Per questo, siamo disposti a tutto, anche a immaginare un altro percorso, invocando un ricorso giudiziario d’urgenza visto il danno imminente e irreparabile che potrebbe derivare all’istituto dalla sua chiusura, in assenza di certezze, di fondi, di prospettive, di un cronoprogramma. Di contro, soltanto una cosa è certa: l’atteggiamento dispotico, unilaterale di un sindaco di andare contro la volontà di una parte della comunità che amministra, contro quello che sarebbe più giusto per i bambini di questa comunità. Una comunità che chiede e vuole con forza che la scuola “D’Azeglio” venga ristrutturate e adeguata ai più moderni standard di sicurezza, perché lì dentro ci sono i nostri bambini, ma che ciò avvenga a bocce ferme, avendo certezza di tempi, soldi, programmi, progetti. Non senza alcun criterio, rischiando che quel luogo resti chiuso, inutilizzato e a morire, per poi cambiarne l’anima per sempre”.

Sulla stessa linea i consiglieri Carmine Doronzo e Michela Diviccaro, con la comunità di Coalizione Civica, che dichiarano: “La vicenda dei lavori di adeguamento sismico della scuola “Massimo D’Azeglio” è l’ennesima dimostrazione di una gestione approssimativa e irresponsabile da parte dell’Amministrazione comunale, che oggi scarica su famiglie, bambini e personale scolastico il peso dei propri ritardi.

Come emerso chiaramente, anche dalla stampa e da una comunicazione ufficiale del Ministero dell’Interno del 29 gennaio 2026, il termine per la conclusione dei lavori finanziati è fissato in modo inderogabile al 31 marzo 2026. Nonostante ciò, l’Amministrazione ha programmato l’avvio dei lavori solo nel mese di marzo, dopo mesi di incertezze e rinvii legati al trasferimento degli alunni, deciso tardivamente e senza far valere le ragioni emerse dal confronto- anche quello tardivo- con la comunità scolastica.

In questa situazione a pagare sono, ancora una volta: le famiglie, costrette a fare i conti con cambi improvvisi, disagi organizzativi e assenza di certezze; bambine e bambini, privati della continuità educativa e della serenità che una scuola dovrebbe garantire; docenti e personale scolastico, lasciati per mesi senza risposte chiare, a lavorare in un clima di incertezza e precarietà.

È inaccettabile che interventi fondamentali per la sicurezza degli edifici scolastici vengano affrontati con questa leggerezza, arrivando a mettere seriamente a rischio la perdita di un finanziamento ministeriale- dopo aver scelto, sempre per ritardi amministrativi di gestione, di rinunciare ai fondi PNRR, e ipotecando ulteriormente il bilancio comunale con l’ipotesi di mutui e varianti progettuali.

La sicurezza nelle scuole non può essere gestita con l’improvvisazione né con annunci dell’ultimo minuto. Serve programmazione, trasparenza e rispetto per chi ogni giorno vive la scuola: studenti, famiglie e lavoratori.

Chiediamo all’Amministrazione di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità, di dire con chiarezza se è davvero in grado di rispettare i tempi imposti dal Ministero e di spiegare ai cittadini chi risponderà nel caso in cui Barletta dovesse perdere risorse preziose a causa di ritardi e scelte sbagliate. Una certezza c’è: a perdere stabilità, per ora, sarà l’intera comunità scolastica. La scuola non è un edificio da aprire e chiudere a piacimento: è strumento vivo di civiltà che riguarda il futuro della città”.

lunedì 9 Febbraio 2026


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »