Giorno del Ricordo, fiaccolata di Gioventù nazionale fino al Comune
Fratelli d’Italia e Gioventù Nazionale tornano in piazza per la fiaccolata del ricordo in memoria delle vittime delle foibe. Il corteo ha percorso via d’Azeglio fino a Palazzo d’Accursio, dove nel cortile è stata deposta una corona.
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La manifestazione, organizzata in occasione del Giorno del Ricordo dedicato anche all’esodo giuliano dalmata, si è svolta nel centro cittadino fino al momento conclusivo in Comune.
Alla marcia ha partecipato anche Stefano Cavedagna, europarlamentare di Fratelli d’Italia. “Sono ormai quasi trent’anni che Gioventù Nazionale e i movimenti giovanili della destra organizzano la fiaccolata in onore dei martiri delle foibe”, ha dichiarato.
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“Vediamo sempre nuove generazioni che vogliono portare avanti questo ricordo, lo fanno nel massimo rispetto, in silenzio, e vanno a deporre una corona di fiori all’interno della Corte comunale in ricordo dei martiri e degli esuli d’Istria, Fiume e Dalmazia”, ha aggiunto.
L’europarlamentare ha poi affrontato il tema delle contestazioni che in passato hanno accompagnato la manifestazione. Ha parlato di una memoria “per tantissimo tempo celata”, criticando la posizione storica del Partito Comunista Italiano nei confronti della Jugoslavia di Tito. Un passaggio anche sui contestatori delle scorse edizioni: “Quelli che contestano sono quelli che di fatto festeggiano per gli italiani uccisi nelle foibe”.
La contestazione di Cambiare Rotta e Osa
Solo in un secondo momento si è registrata una breve contestazione da parte di attivisti di Cambiare Rotta e Osa, che hanno diffuso un comunicato contro quella che definiscono “fiaccolata fascista”. Nel testo si parla di “revisionismo sulle foibe” e si critica l’autorizzazione alla deposizione della corona in Comune, accusando il Partito Democratico di aver consentito l’ingresso a Palazzo d’Accursio.
Gli attivisti rivendicano la scelta di rispondere con “antifascismo militante” nella città “medaglia d’oro alla Resistenza” e annunciano iniziative nelle scuole e nelle università contro quello che definiscono “sdoganamento e revisionismo fascista”.

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