Contestazione da parte dei Radicali al prof D’Orsi alla Notari a Perugia
Sabato 7 febbraio alle 18, la Sala dei Notari di Palazzo dei Priori a Perugia ha ospitato un’assemblea pubblica dal titolo «No al riarmo europeo! Stop al genocidio in Palestina!», promossa dall’associazione L’Umbria della Pace. L’incontro ha visto la partecipazione del professor Angelo D’Orsi e di Moni Ovadia, con moderazione affidata ad Andrea Chioini. L’iniziativa si colloca in una serie di appuntamenti in Umbria dedicati ai temi della pace, del disarmo e della politica internazionale.
Secondo quanto reso noto dagli attivisti di Radicali Italiani e Azione, durante l’evento c’è stato un tentativo di porre domande direttamente al professor D’Orsi, tentativo andato a vuoto. In un video diffuso sui social, Patrizia De Grazia, tesoriera dei Radicali Italiani, ha commentato: «Gli attivisti di Azione e Radicali Italiani, abbiamo provato ancora una volta a parlare con il prof D’Orsi. Ovviamente il prof è scappato di nuovo. Così continua la diffusione sistematica di narrazioni unilaterali e tendenziose, con lo scopo di alimentare una percezione falsata della realtà. Uno scopo del tutto condiviso con gli obiettivi della guerra ibrida del Cremlino».
De Grazia ha poi aggiunto un commento più ampio sul contenuto dell’incontro: «Dopo due ore di propaganda filorussa, D’Orsi scappa dal confronto e non risponde. Io in Ucraina ci vado, i miei amici muoiono, è solo contro l’Unione Europea, non gliene frega dei palestinesi, non una singola parola sulle armi russe e sui bambini ucraini. Questa non era la conferenza di un professore ma il comizio di un propagandista del Cremlino. Doveva essere un appuntamento contro il riarmo europeo, in realtà è riuscito a parlare più di Putin, lodando Putin e la Russia, rispetto alle volte che ha nominato Gaza».
Avvicinata dagli organizzatori, De Grazia ha sottolineato: «Non accetta il contraddittorio – riferendosi al professore – e quindi dobbiamo venire noi da lui, perché lui da noi non viene». La tesoriera dei Radicali ha fatto riferimento a un precedente appuntamento, programmato come dibattito con D’Orsi, a cui si era presentata da sola. Commentando la città di Perugia, ha aggiunto: «Questa non è Perugia. Perugia non è la città dei terroristi e dei dittatori sanguinari come Putin».
L’assemblea, pur prevista come un momento di confronto aperto sulla pace e sul riarmo, è stata quindi segnata da questa tensione tra relatori e partecipanti organizzati dai Radicali e da Azione, che hanno contestato in particolare le posizioni del professore sulle questioni internazionali e sulla guerra in Ucraina. Il dibattito ha affrontato anche la situazione palestinese, con interventi e riflessioni di Moni Ovadia, incentrati sui diritti umani e sulla denuncia delle violenze nei conflitti, mentre D’Orsi ha mantenuto un approccio critico verso le politiche europee e occidentali, con riferimenti alla Russia e a dinamiche geopolitiche più ampie.
L’evento si inserisce in un quadro più ampio di mobilitazioni pacifiste in Umbria, spesso oggetto di tensioni quando le posizioni dei relatori si collocano in modo critico verso scelte internazionali e conflitti globali. Non risultano al momento articoli di cronaca che abbiano riportato ulteriori dettagli su possibili momenti di confronto diretto tra il professore e gli attivisti.
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