Parco eolico Ferriere, arriva il no di Regione Liguria e Città Metropolitana: “Tutelare il territorio dalle speculazioni”
Genova. Anche dal versante ligure e genovese arriva il no compatto delle istituzioni e degli enti locali rispetto al parco eolico Ferriere, il progetto che prevede la costruzione di sette maxi pale da 180 metri sullo spartiacque montano tra Val D’Aveto e Val Nure, a cavallo dei comuni di Santo Stefano d’Aveto e Ferriere. A tracciare il fronte comune rispetto a quest’opera, l’assemblea pubblica organizzata questo pomeriggio proprio a Santo Stefano D’Aveto, a cui hanno partecipato esponenti di Regione Liguria e Città Metropolitana, insieme a sindaci e parlamentari.
A fare gli onori di casa il sindaco facente funzioni Mattia Crucioli, che ancora una volta ha confermato la contrarietà al progetto: “Un no non pregiudiziale sull’eolico – ha sottolineato – ed per questo che all’assemblea di oggi ho invitato anche i rappresentanti della ditta proponente, incontro che invece è stato da loro disertato, dimostrando che la volontà di fatto è quella di depradare questo territorio. Dopo l’assemblea organizzata a Ferriere la scorsa settimana, da parte di Emilia Romagna è arrivato il no al progetto, rafforzata da alcune dichiarazioni rilasciate dal ministro Tommaso Foti Ministro, con deleghe per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, piacentino doc, che ha “benedetto” di fatto l’iniziativa della civica amministrazione di Ferriere di portare le osservazioni tecniche “in coordinamento con gli altri enti territoriali”.
Oggi erano attese le posizioni del versante ligure e genovese, arrivate poi forti e chiare. “Se per fare energia pulita si cementificano le montagne, allora abbiamo sbagliato tutto – ha sottolineato Sandro Garibaldi, consigliere regionale, che ha portato le intenzioni politiche della giunta – Da Regione Liguria contrarietà assoluta per questo progetto, i tecnici stanno lavorando per portare osservazioni tecniche contro questo progetto. Il Tigullio, l’entroterra, il nostro Golfo va difeso e queste sono situazioni che non vanno bene. La nostra posizione politica è veramente contraria, in quanto riteniamo che si va davvero a danneggiare un territorio che ha una storia, ambientalmente c’è il Parco dell’Aveto attaccato, quindi è una cosa assolutamente assurda, mettere delle pare di 180 metri con un progetto che da quello che si vince è fatto quasi con “copie e incolla”, quindi è sicuramente un progetto che non dà sicuramente garanzie, non porta nulla sul territorio se non del cemento”.
Stesso determinazione da parte di Città Metropolitana: “Non possono essere calati dall’alto progetti del genere – ha detto Giovanni Stagnaro, consigliere delegato di Città Metropolitana e sindaco di Casarza Ligure, che ha portato in assemblea la posizione della sindaca metropolitana Silvia Salis – Porteremo osservazioni contro questa proposta, i tecnici dell’ente sono al lavoro per quanto riguarda le proprie competenze. La posizione dell’ente è chiaramente contro questo progetto. Oggi abbiamo visto che c’è una contrarietà totale sia nel metodo che nel merito, per cui se si vuole affrontare questo discorso sicuramente come è stato fatto per altri argomenti come la sanità, come il tribunale, non va fatto contro un territorio che è già stato depauperato”.
Presente all’assemblea anche la deputata, quota Partito Democratico, Valentina Ghio, che ha assicurato la “sponda romana” al fronte del no: “Non siamo contro l’energia green ma farla cementificando i nostri monti, non portando ricchezza al territorio e senza aver avuto un dialogo con i comuni interessati ci sembra una cosa assurda e non possiamo che essere contrari – ha commentato a margine dell’incontro – Insieme al collega Alberto Pandolfo presenteremo nei prossimi giorni un’interrogazione al Ministero dell’Ambiente, ma anche al Ministro Foti che si occupa di Pnrr e anche al Ministro della Cultura perché riteniamo che questo progetto abbia delle implicazioni varie. Si tratta di un progetto che impatta pesantemente su Monte Crociglia, su Monte Bue, su Monte Maggiorasca, su versanti incontaminati con bellezze da preservare e anche con tutta una serie di problemi di dissesto che certamente questo progetto non andrebbe a migliorare e quindi crediamo che ci si debba fermare, ci si debba fermare rapidamente e non usare il PNRR come scusa per accelerare un processo che invece ha diversi vincoli, soprattutto necessita di un approfondito confronto con le comunità locali”
Presente anche la sindaca di Ferriere Carlotta Oppizzi, che ha ribadito ancora una volta la posizione nettamente contraria del comune che vedrebbe nel suo territorio l’arrivo dei sette giganti di acciaio, su uno dei suoi crinali più frequentati e iconici: “La raccolta firme (qua il link) che abbiamo attivato chiaramente non ha un valore giuridico vincolante – ha sottolineato – ma il fatto che in pochi giorni siano state raccolte quasi 11mila adesioni dimostra l’importanza del nostro territorio e del suo equilibrio ambientale, che va oltre a chi ci abita tutti i giorni”.
Durante l’assemblea diversi gli interventi da parte di altri sindaci del comprensorio, tutti compattamente a fianco dei territori coinvolti “anche perchè oggi tocca a voi ma domani potrebbe toccare a noi“, dell’università di Genova, “Bisogna contrastare le logiche estrattiviste in territori così ricchi di storia e ricchezza ambientale”, come ha sottolineato Anna Stagno, e il Cai che ha ricordato l’importanza della rete sentieristica della zona, e della ricchezza di quella compresa su tutto l’Appennino.
Insomma, il fronte del no è compatto e trasversale. Adesso si aspetta il termine di questa fase, vale a dire quella delle osservazioni, dopo la quale il ministero metterà a sistema tutte le informazioni per capire se il progetto è da approvare, bocciare o affinare in qualche modo. “Siamo soddisfatti perché quello a cui serviva questa assemblea ha colto nel segno, noi volevamo soprattutto che ci fosse l’acquisizione pubblica da parte di tutte le amministrazioni coinvolte, la consapevolezza che il termine è il 21 febbraio e che quindi non si dimenticassero di fare le osservazioni in tempo utile – ha chiosato Mattia Crucioli – Hanno detto che lo faranno e quindi ci aspettiamo che questo no compatto, motivato, non pregiudiziale ma per motivi concreti legati a questo singolo progetto sia portato avanti da tutte le amministrazioni e da tutti i partiti politici. Qua avevamo parlamentari, consigli regionali, addirittura a Ferriere ministri, di qualunque parte politica ci sono dei motivi talmente evidenti che travalicano gli argomenti politici”





