A Palazzo Ducale la premiazione del Passaporto dei presepi genovesi

Genova. Il Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale ha accolto domenica pomeriggio l’arrivo del corteo del presepe vivente, che ha fatto da cornice alla premiazione dell’iniziativa Passaporto dei presepi genovesi.
Il corteo, composto da oltre 60 figuranti in costume e accompagnato dai gruppi storici genovesi, ha attraversato il centro storico prima di raggiungere Palazzo Ducale. Durante la cerimonia sono stati premiati i partecipanti che hanno completato nel minor tempo almeno uno dei percorsi del Passaporto. Riconoscimenti speciali sono stati inoltre assegnati ai più giovani e ai veterani dell’iniziativa. A tutti i partecipanti è stato consegnato un attestato di partecipazione.
“La grande partecipazione di oggi conferma quanto il Passaporto dei Presepi sia diventato, in questi anni, un appuntamento riconosciuto e sentito in città – ha dichiarato la sindaca di Genova, Silvia Salis – un’iniziativa che unisce tradizione, cultura e comunità, valorizzando un patrimonio diffuso che appartiene a quartieri, parrocchie, istituzioni culturali e, soprattutto, alle persone che si impegnano per custodirlo e renderlo vivo. Il successo di questa terza edizione ci incoraggia a proseguire su questa strada, continuando a costruire occasioni di partecipazione e condivisione capaci di raccontare l’identità e la storia di Genova”.
“Quella di oggi è una cerimonia che chiude un percorso che quest’anno è stato molto legato agli aspetti culturali delle nostre tradizioni legate all’arte presepiale – ha aggiunto l’assessore alla Cultura e alle Tradizioni, Giacomo Montanari -. Per la prima volta ha coinvolto non soltanto gli allestimenti con statuine, ma anche gli aspetti pittorici e scultorei. Questo mettere insieme più linguaggi è molto significativo perché ci permette davvero di andare a scoprire il territorio e di dare valore a tutti quelli che sui vari territori mettono energia, tempo e desiderio per mantenere vive queste attività. Un grande grazie a tutti loro perché naturalmente lo fanno in una regia che non è gestita dalla pubblica amministrazione, ma che con la pubblica amministrazione ragiona in termini di sinergia e di valorizzazione delle competenze territoriali stesse”.




