Chiesto il processo per 28 “nuove leve” del clan di Isola Capo Rizzuto I NOMI
Rischiano di finire a processo le 28 persone coinvolte nell’inchiesta “Folgore Blizzard” della Dda di Catanzaro contro la cosca Manfredi-Nicoscia di Isola Capo Rizzuto. Nei loro confronti il pubblico ministero Pasquale Mandolfino ha chiesto il rinvio a giudizio. L’istanza è stata depositata nella cancelleria del giudice per le udienze preliminari distrettuale davanti al quale gli imputati dovranno presentarsi.
Il blitz, scattato il 25 marzo 2025 con 17 arresti eseguiti dai carabinieri, avrebbe fatto luce sulle nuove leve del clan guidato da Pasquale Manfredi, detto “Scarface” (figlio di Mario assassinato nel 2005), che s’era riorganizzato dopo gli arresti e le condanne che hanno falcidiato la ‘ndrangheta isolitana. Per gli inquirenti, Manfredi avrebbe preso in mano le redini del gruppo, collegato alla cosca Arena, dettando dal carcere le direttive che gli affiliati dovevano seguire.
L’inchiesta
Secondo gli investigatori, l’organizzazione mafiosa da un lato avrebbe continuato a dettare legge nel territorio di riferimento a colpi di estorsioni e usura. E dall’altro sarebbe riuscita ad allungare i tentacoli in Lombardia, Alto Adige e Veneto per fare affari. Infatti, a Milano uno dei referenti della cosca sarebbe stato Antonio Bruno, ritenuto il braccio destro di Mimmo Pompeo, il boss della cosca Arena in Lombardia deceduto nel 2017. Ma sotto accusa c’è anche Mico Megna, il boss di Papanice (Crotone), che deve rispondere con altri 8 accusati di una tentata estorsione avvenuta nel 2022.
I 28 indagati
Antonia Arena, Antonio Francesco Arena, Antonio Arena, Salvatore Arena, Antonio Bruno, Francesco Antonietta Corda, Salvatore Gareri, Francesco Garofalo, Antonio Giardino, Luigi Manfredi, Marilena Manfredi, Pasquale Manfredi, Antonio Masciari, Francesco Masciari, Luigi Masciari, Mico Megna, Mario Megna, Giulia Mercoledisanto, Luigi Morelli, Pasquale Morelli, Nicola Pittella, Giuseppe Porcelli, Antonio Ruggiero, Carlo Alberto Savoia, Giuseppe Verterame, Luigina Verterame, Vincenzo Verterame e Antonio Viola.
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