Board of Peace: Limiti costituzionali dell’Italia
08.02.2026 – 13.30 – L’Italia non può partecipare al Board of peace, il Consiglio di pace per Gaza in partenza a Washington il 19 febbraio 2026, a causa di un limite costituzionale. Lo ha riferito all’agenzia Ansa il ministro degli Esteri Antonio Tajani: “Siamo sempre disponibili a parlare di iniziative che riguardano la pace, siamo pronti a fare la nostra parte anche a Gaza con la formazione della polizia. Però sul Board of peace l’articolo 11 della nostra Costituzione è in contrasto con l’articolo 9 dello Statuto dello stesso Board. Per noi è insormontabile dal punto di vista giuridico. I rapporti con gli Stati Uniti sono molto positivi. Nel colloquio con il vicepresidente Vance e il segretario di Stato Rubio (in occasione dell’inaugurazione dei Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026, ndr) abbiamo ribadito le buone relazioni. E abbiamo ribadito qual è la nostra posizione”. Fin qui Tajani, ieri, sabato 7 febbraio 2026.
Il testo dello Statuto del Board si può leggere, non smentito, ad esempio sul Times of Israel. L’articolo 9 dello Statuto del Board, citato dal ministro Tajani, recita: “Il Presidente, agendo per conto del Board of Peace, è autorizzato ad adottare risoluzioni o altre direttive, conformemente alla presente Carta, al fine di dare attuazione alla missione del Board of Peace”. L’articolo 11 della Costituzione Italiana afferma: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”. Sempre ieri l’agenzia di stampa Axios ha riportato in esclusiva che l’amministrazione statunitense sta pianificando la prima riunione del Board of peace a Washington per il 19 febbraio, e cioè il giorno dopo l’incontro programmato alla Casa Bianca tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu.
Tra gli altri il primo ministro ungherese Viktor Orban ha già confermato che il 19 febbraio sarà presente a Washington per il debutto del Consiglio di pace. Il Board of peace è l’iniziativa, ufficializzata con le firme competenti a Davos il 22 gennaio 2026 in occasione del World economic forum, voluta dal presidente Trump e da egli stesso presieduta, per la gestione della Striscia di Gaza post-bellica: analisi citate da fonti giornalistiche autorevoli come la Reuters o l’Associated Press hanno tuttavia espresso preoccupazioni per il fatto che il Board potrebbe delegittimare il ruolo delle Nazioni Unite ponendosi come una potenziale struttura rivale.
[l.g.]




