Ritrovato un cadavere in spiaggia a Scalea: resti umani emergono dal mare
Ritrovato in spiaggia a Scalea il cadavere di una persona, il corpo scoperto da una coppia potrebbe essere rimasto a lungo in mare tanto da renderne difficile il riconoscimento
SCALEA – Il ritrovamento di resti umani è avvenuto a Scalea lungo il tratto sud del litorale, nei pressi della pineta. Ritrovato nell’area frangivento nei pressi del lido Nausicaa. A scoprire il corpo è stata una coppia che passeggiava con il cane. Le onde hanno depositato sulla battigia la parte centrale di un corpo umano, probabilmente rimasto a lungo in mare, forse una donna. L’intervento delle forze dell’ordine è scattato immediatamente per chiarire identità e provenienza del cadavere.
Cadavere in spiaggia a Scalea segnalato da due passanti
Le condizioni del corpo, privo di arti e fortemente deteriorato, suggeriscono una lunga permanenza in acqua. Una circostanza che rende particolarmente complesse le operazioni di identificazione. I due testimoni, avvicinandosi a quello che inizialmente sembrava un ammasso di detriti, hanno compreso la gravità della situazione e hanno lanciato l’allarme. I carabinieri della compagnia di Scalea hanno isolato l’area e avviato i rilievi tecnici.
Ritrovamento cadavere Scalea: esami medico-legali decisivi
Il cadavere è stato affidato al servizio funebre Tarallo in attesa dell’ispezione del medico legale. L’autorità giudiziaria potrebbe disporre il trasferimento a Germaneto di Catanzaro per esami approfonditi. Il test del Dna rappresenta al momento la principale possibilità per risalire all’identità della vittima. Gli investigatori non escludono che i resti possano appartenere a una persona scomparsa in mare mesi fa, trascinata dalle correnti del Mediterraneo.
Ipotesi sull’identità della vittima
Le prime valutazioni farebbero propendere per un corpo femminile altezza un metro e sessanta, ma si tratta di ipotesi che dovranno essere confermate dagli accertamenti scientifici. Nessun elemento consente al momento di stabilire nazionalità o provenienza. Il caso resta avvolto dal mistero. Solo l’analisi genetica potrà restituire un nome a un corpo che rischia di rimanere senza identità.
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