Moise, ucciso da auto pirata: l’ex poliziotto non convince gli investigatori
È il tentativo iniziale di sviare i sospetti e poi una parziale ammissione a segnare il confronto tra il settantunenne ex poliziotto indagato e la sostituta procuratrice Maria Chiara Vedovato per la morte di Moïse Bama, il 46enne camerunense travolto martedì sera sul raccordo Perugia-Bettolle. Gli aggiornamenti emergono dall’ultimo articolo pubblicato da La Nazione, a firma della giornalista Sara Minciaroni, che ricostruisce i passaggi chiave dell’inchiesta.
Secondo quanto riportato, l’uomo, nato in Sicilia e residente da anni a Magione, dopo l’incidente avrebbe inizialmente cercato di allontanare da sé ogni responsabilità tentando di denunciare il furto della propria auto. Un passaggio ritenuto dagli inquirenti un tentativo di simulazione di reato, contestato ora insieme alle accuse di omicidio stradale e omissione di soccorso. In un secondo momento, nel dialogo con la magistrata, il settantunenne avrebbe invece ammesso di aver pensato di aver urtato lo spartitraffico, senza rendersi conto, secondo la sua versione, di aver investito una persona.

L’interrogatorio formale davanti al magistrato è stato però rinviato. Su richiesta del difensore, l’avvocato Marco Piazzai, l’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere, motivando la scelta con uno stato confusionale che non gli consentirebbe di affrontare l’esame. Una condizione che, come sottolineato nell’articolo de La Nazione, non incide però sul quadro dei riscontri raccolti dagli investigatori.
La ricostruzione della Polizia stradale colloca l’impatto all’altezza di Torricella. Subito dopo, l’ex poliziotto avrebbe tentato di mettere in scena il furto della sua Dacia, sostenendo che l’auto fosse stata rubata a Passignano sul Trasimeno e successivamente abbandonata, con le chiavi inserite, in un piazzale a Magione. Una versione che non avrebbe convinto gli inquirenti e che viene ora valutata come parte integrante della strategia per eludere le indagini.
Moïse Bama, che viveva a Chianciano Terme, è morto in ospedale dopo l’incidente. L’inchiesta prosegue per chiarire tutti gli aspetti della dinamica e delle condotte successive all’investimento, mentre resta centrale il nodo della mancata assistenza e del comportamento tenuto dal conducente nelle ore immediatamente successive alla tragedia.
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