“Non consegneremo le armi. No a eserciti stranieri nella Striscia” – Il Tempo

Foto: Ansa
Khaled Meshaal, tra i massimi esponenti politici di Hamas all’estero, ha dichiarato che il movimento islamista palestinese non consegnerà le armi né accetterà un intervento straniero a Gaza, respingendo cosi le richieste di Stati Uniti e Israele. “Criminalizzare la resistenza, le armi e coloro che l’hanno perpetrata è qualcosa che non possiamo accettare”, ha dichiarato in una conferenza a Doha. “Finché c’è occupazione, c’è resistenza. La resistenza è un diritto dei popoli sotto occupazione, qualcosa di cui le nazioni vanno orgogliose”, ha affermato Meshaal, che è stato anche a capo di Hamas. Il cessate il fuoco a Gaza, mediato dagli Stati Uniti, è nella seconda fase di attuazione, che prevede la smililitarizzazione della Striscia, incluso il disarmo di Hamas, insieme al graduale ritiro delle Forze israeliane. Hamas ha ripetutamente affermato che il disarmo è una linea rossa, sebbene abbia indicato che potrebbe prendere in considerazione la consegna delle armi a un futuro governo palestinese. I funzionari israeliani affermano che Hamas ha ancora almeno 20 mila combattenti e 60 mila kalashnikov a Gaza.
È stato istituito un comitato tecnico palestinese con l’obiettivo di assumere la gestione quotidiana della Striscia di Gaza, ma non è ancor chiaro se e come verrà affrontata la questione della smilitarizzazione. Il comitato opera nell’ambito del cosiddetto “Board of Peace”, un’iniziativa lanciata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Originariamente concepito per supervisionare la tregua e la ricostruzione postbellica, il mandato del Consiglio si è da allora ampliato, suscitando preoccupazioni sul fatto che potrebbe trasformarsi in un rivale delle Nazioni Unite. Meshaal ha esortato il Consiglio per la Pace ad adottare quello che ha definito un “approccio equilibrato” che consente la ricostruzione di Gaza e il flusso di aiuti ai 2,2 milioni di abitanti, avvertendo al contemporaneo che Hamas “non accetterà il dominio” sul territorio palestinese. “Aderiamo ai nostri principi nazionali e rifiutiamo la logica della tutela, dell’intervento esterno o del ritorno di un mandato in qualsiasi forma”, ha sottolineato. “I palestinesi devono governare i palestinesi. Gaza appartiene al popolo di Gaza e alla Palestina. Non accetteremo il dominio straniero”.
Source link


