Trentino Alto Adige/Suedtirol

Gli insegnanti: «Siamo delusi perché la nostra scuola plurilingue non si farà più» – Bolzano



BOLZANO. «Delusi? Molto di più: è come se all’improvviso si fosse tornati indietro di 40 anni. Certo nessuno ce lo ha ancora comunicato ufficialmente, ma da quello che si sente dalla discussione a livello politico, il progetto di creare un modello di scuola bilingue, o meglio plurilingue, nel nuovo edificio di via Bari, sembra destinato a tramontare. Peccato perché noi ci abbiamo lavorato e abbiamo creduto davvero che i tempi fossero maturi per una vera integrazione che passi attraverso le lingue» .

C’è amarezza nelle parole di Franco Lever, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Bolzano – Europa 2, che comprende primaria Luther King e secondaria Alfieri, Ilaria Maccagnoni, fiduciaria e insegnante di Lettere alle Alfieri; Agata Scinaldi, docente vicaria alle King . Certo – come dice l’assessora Johanna Ramoser – non c’è ancora nulla di deciso; ci sono valutazioni tecniche in atto su chi mettere nella scuola da 30 milioni che sta sorgendo in via Bari. Originariamente doveva essere destinata solo ai bambini del gruppo tedesco; poi ad entrambi i gruppi.

«Nel tempo però – spiega l’assessora Ramoser – le esigenze sono cambiate. In quella zona non abbiamo abbastanza bambini di lingua tedesca e poi i dirigenti scolastici mi dicono che gli insegnanti non ci vogliono andare, perché sarebbe complicato organizzare spostamenti e lezioni. Per questo – numeri alla mano – si sta valutando cosa fare: la scuola Langer tutta italiana e la scuola di via Bari tutta tedesca o viceversa; oppure alle Langer manteniamo due sezioni italiane e ne aggiungiamo una tedesca (oggi ce n’è una sola)».

A rafforzare i timori degli insegnanti, anche la bocciatura in consiglio comunale del documento sul modello bilingue della scuola di via Bari, presentato dal capogruppo del Pd Stefano Fattor che ha spaccato la maggioranza: no della Svp, astensione del resto degli alleati di centrodestra; scontro in aula tra l’assessora Ramoser e l’assessore Claudio Della Ratta.

Quando avete iniziato a lavorare al progetto della scuola di via Bari?

Parliamo ormai di 7-8 anni fa. Dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo Bolzano – Europa 2- era Laura Cocciardi. Avevamo creato un gruppo di lavoro per mettere a punto una offerta formativa innovativa.

Come avrebbe dovuto essere?

Una scuola bilingue, o meglio plurilingue. Concetto sulla bocca di tutti, ma difficile da tradurre in pratica in una società rigorosamente divisa per gruppi etnici. È questo che ha reso quel progetto particolarmente stimolante. Ci abbiamo lavorato con passione.

Ma solo voi della scuola italiana?

Assolutamente no. Il nostro gruppo ha sempre collaborato con la dirigente scolastica tedesca Heidi Niederkofler, competente per le scuole Pestalozzi, Schweitzer, Langer. E dopo di lei con il dirigente David Augscheller e i colleghi di lingua tedesca.

Il modello al quale vi siete ispirati è quello delle Langer (quartiere Firmian), dove convivono sotto lo stesso tetto italiani e tedeschi.

No, era un passo più avanti. L’obiettivo era creare un modello pedagodico/didattico nuovo. Una terza via, rispetto alla scuola divisa per gruppo etnici. In grado di rispondere alla domanda di plurilinguismo che ci arriva anche dall’Europa.

Concretamente come avrebbe dovuto essere la nuova scuola?

Alle Langer ci sono solo le scuole primarie italiana e tedesca; in via Bari anche le secondarie di primo grado. Inoltre alle Langer ci sono 12 classi italiane e 5 tedesche; in via Bari avremmo avuto anche lo stesso numero di classi.

Questo dal punto di vista didattico cosa vi avrebbe consentito di fare in più?

Classi aperte, scambio continuo tra le due scuole; gruppi di lavoro in parallelo. E poi mensa e pausa in comune. Perché è così che la lingua diventa mezzo di comunicazione e non solo una materia da imparare a scuola.

Voi avete dato indicazioni anche sulla parte progettuale/archittonica?

Certamente, perché anche il disegno delle aule e la scelta dell’arredo avrebbe dovuto contribuire a creare questo nuovo modello di scuola.

Al di là del discorso politico, quando a livello scolastico avete capito che l’aria era cambiata?

Quando è arrivata la nuova dirigente Gabriele Messner alle Pestalozzi, Schweitzer, Langer: prima ha preso tempo; poi ci ha detto chiaramente che il collegio docenti è fortemente contrario ad andare in via Bari.

Perché – dicono – che nella zona di via Bari ci sono pochi bambini tedeschi e problemi organizzativi per quanto riguarda i docenti.

Se ci sono pochi bambini tedeschi, perché bisogna cercare spazi alle Langer. E per quanto riguarda l’organizzazione delle lezioni, ci sono diversi casi in cui i docenti si spostano da una scuola all’altra.

Quindi qual è la vera motivazione?

Probabilmente è troppo innovativo. Qui purtroppo si sta tornando indietro di 40 anni.




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