«I razzisti? Io più forte di loro. E tanta gente mi appoggia» – Cronaca
BOLZANO. Troppo “indiana ” per essere la presidente dell’Associazione degli studenti universitari sudtirolesi, la Südtiroler Hochschülerschaft. Neha Bhati, 22 anni, papà indiano e mamma sudtirolese di Bressanone, si è tirata addosso una vera tempesta di insulti e odio sui social, fomentata da chi crede ancora nel “blut und boden”.
Fortunatamente la società altoatesina gode ancora di robusti anticorpi in grado di attaccare virus di questo tipo. Le reazioni agli attacchi dei leoni da tastiera, hanno acceso la discussione sulla necessità di contrastare ogni forma di razzismo e di sostenere tutte le persone, indipendentemente da origine o background, impegnate nella vita pubblica e sociale della nostra provincia. Organizzazioni civiche e studentesche hanno ribadito l’importanza di promuovere rispetto e dialogo, riaffermando che la diversità può essere un valore per il territorio.
Neha Bathi, qual è la sua storia?
Ho 22 anni, ho frequentato la scuola elementare e media Montessori e successivamente il liceo economico-commerciale di Bressanone. Studio giurisprudenza a Innsbruck e attualmente sto trascorrendo un anno Erasmus presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Sono brissinese, nata e cresciuta a Bressanone, mia madre è di Bressanone e mio padre è indiano.
Lei è stata oggetto di attacchi razzisti: lo aveva messo in conto?
No. Perché io fino adesso non sono mai stata attaccata in questo modo. Ha ricevuto però anche attestati di solidarietà…Sì, moltissimi. Ogni giorno aumentano e provengono da persone sempre diverse. Tantissime persone neanche mi conoscono: questo mi fa pensare che siamo sulla strada giusta.
In Alto Adige come per altro nel resto del mondo oggi vivono e lavorano persone che arrivano da altre realtà. Questo fa dell’Alto Adige una terra aperta oppure il cammino da compiere è ancora lungo?
Quando penso ai commenti negativi rivolti alla mia persona, mi viene spontaneo concludere che abbiamo ancora molto lavoro da fare. Ma quando penso a tutte le manifestazioni di solidarietà, devo dire che ci sono moltissimi altoatesini cosmopoliti che non temono la diversità.
Lei è iscritta a Giurisprudenza ad Innsbruck: come mai ha scelto di andare a studiare all’estero?
Mi sono informata già alle superiori, e Innsbruck mi è stata consigliata da quasi tutti, perché è un istituto piccolo, che si occupa di diritto italiano. Siamo pochi, i professori sono altoatesini, austriaci o italiani, le lezioni sono bilingui. Essendo di madrelingua tedesca però ho deciso di fare questo anno a Milano per migliorare l’italiano.
Una volta terminata l’università cosa le piacerebbe fare?
L’avvocata. Ma mi attira anche la magistratura.
Qual è oggi lo scopo della vostra associazione?
Lo scopo della nostra associazione è molto variegato. Esistiamo da settant’anni e rappresentiamo gli interessi degli studenti e delle studentesse altoatesine. Da un lato ci occupiamo di temi quali il riconoscimento dei titoli di studio, le borse di studio, alloggio, fuga dei cervelli ecc. e naturalmente anche di questioni socio-politiche. Mi stanno molto a cuore le nostre sedi distaccate. Abbiamo sei sedi: Vienna, Salisburgo, Bologna, Innsbruck, Bolzano e Graz. Finora sono stata attiva a Innsbruck e ho conosciuto tante persone fantastiche. Amicizie vere, che arricchiscono la mia vita. Le sedi distaccate organizzano vari eventi, come serate di giochi e simili. Trovo che proprio questo scopo della nostra associazione sia molto importante, perché molti giovani sono soli e la “Hochschülerschaft” accoglie tutti. Consiglio a tutte e tutti giovani studenti e studentesse di bussare alle nostre sedi. Troveranno gente in gamba e un sostegno anche pratico.
Cosa vi chiedono gli studenti universitari che si rivolgono a voi?
Rappresentiamo i loro interessi, soprattutto per quanto riguarda il riconoscimento dei titoli di studio conseguiti in Austria. E poi tutta una serie di informazioni fondamentali che riguardano la vita universitarie in generale, dalle tasse agli alloggi, fino alle attività sportive e ricreative




