Liguria

Assi di forza, scatta la revisione della rete Amt: ecco le linee modificate

Genova. Con l’attivazione dei primi 25 chilometri degli assi di forza, obiettivo che il Comune dovrà raggiungere entro giugno, scatta anche la rivoluzione delle linee Amt. Una revisione generale della rete, studiata per limitare le sovrapposizioni e muovere la maggior parte dell’utenza sui vettori principali, che diventa ancora più importante in questo frangente per contenere i costi d’esercizio e contribuire al risanamento dell’azienda in crisi. Il riassetto, tuttavia, sarà meno drastico rispetto al progetto iniziale che puntava a un taglio di un milione di chilometri all’anno. E in ogni caso entrerà in vigore gradualmente, man mano che saranno attivate le nuove linee. E il Comune di Genova in una nota inviata in risposta a questo articolo, ha precisato che le modifiche non entreranno in vigore prima del 2027.

Le ultime novità sono state comunicate giovedì pomeriggio dai tecnici di Amt durante la commissione consiliare a Sampierdarena. In via Buranello e via Sampierdarena passerà l’asse Ponente, che in sostanza prenderà il posto dell’attuale linea 1 tra Caricamento e Voltri/Sestri. Il fulcro dei cantieri nei prossimi mesi sarà però via Cantore, dove transiteranno in entrambe le direzioni i filobus dell’asse Centro, che dovrebbe partire a giugno con capolinea provvisorio a Brignole.

In origine questa linea avrebbe dovuto collegare Campi/Sampierdarena e Marassi, ma lo stop della giunta Salis al tracciato in corso Sardegna – promesso in campagna elettorale – costringe a trovare un capolinea alternativo per quando il sistema sarà a regime. La principale ipotesi al vaglio è piazza Martinez (dove sono in corso i lavori per la stazione della metropolitana), ma si ragiona anche di un possibile sdoppiamento verso la Foce (dove si attesterà anche l’asse Valbisagno da Prato). L’assetto definitivo dovrà essere approvato come variante dal ministero dei Trasporti.

Valpolcevera, addio al collegamento diretto con via Cantore e Principe

La conseguenza più rilevante del nuovo asse di forza in via Cantore sarà la limitazione della linea 7, che da Pontedecimo non arriverà più a Principe ma si fermerà in via Avio a Sampierdarena con un’intensificazione delle frequenze. Chi è diretto, ad esempio, a Villa Scassi o al Matitone dovrà prendere un mezzo in più. La coincidenza del capolinea con la linea 8 (Sampierdarena-Bolzaneto) permetterà di alternare perfettamente le partenze verso la Valpolcevera per regolarizzare le frequenze.

Dato che l’asse Centro raggiungerà Campi (solo metà delle corse, le altre saranno limitate a via Degola), in corrispondenza del capolinea in via Perini si attesterà la linea 63, che da Pontedecimo servirà sempre la Valpolcevera in sponda destra, ma non arriverà più a Sampierdarena.

Invece verrà mantenuto il collegamento diretto tra Coronata e Sampierdarena con la linea 62, che non si attesterà più in via Avio (dove serve spazio per il 7) ma in via Molteni, consentendo comunque l’interscambio con la ferrovia e gli assi di forza.

Sampierdarena, nessun taglio alle linee collinari

La rivoluzione non toccherà le linee collinari di Sampierdarena (59, 66 e 165) che manterranno gli stessi percorsi e l’attuale servizio. L’unica modifica, ancora in fase di studio, potrebbe riguardare il riassetto del capolinea di piazza Montano, con un possibile spostamento in zona limitrofa. Ma non ci saranno tagli o limitazioni.

Assi di forza, rivoluzione per San Teodoro e Oregina

Il principio cardine degli assi di forza è eliminare le sovrapposizioni tra linee ad alta frequenza e capacità di carico e gli altri bus. “L’attestazione delle linee collinari nelle zone periferiche è un input del ministero – ha chiarito Mara Surdich di Amt -. Per questo nella zona centrale tra Principe e Brignole dovremo avere il minor numero possibile di linee non di forza, in modo da garantire un servizio il più possibile frequente e regolare”.

A farne le spese sarà soprattutto la storica linea 35, che oggi collega l’ospedale Galliera con largo San Francesco da Paola (più una variante barrata per la parte inferiore di via Vesuvio) attraversando praticamente tutto il centro cittadino con bus di medie dimensioni.

Sull’asse viario principale di San Teodoro e Oregina (via Venezia, via Bologna, via Bari e via Napoli) sarà in servizio la nuova linea 32 suddivisa in circolare destra e circolare sinistra: entrambe faranno capolinea a Principe e copriranno lo stesso percorso, una in senso orario e l’altra in senso antiorario.

Per arrivare all’ospedale Galliera ci saranno due alternative. Una è la nuova linea (il numero è ancora da decidere) che partirà da Brignole e salirà in Carignano passando da piazza De Ferrari, con l’ipotesi di un transito circolare su via Vannucci. L’altra è la linea 38, che da Granarolo e Principe verrà prolungata sulla circonvallazione a mare e si attesterà nella zona di via Volta. Ancora da risolvere il problema della svolta a sinistra da corso Aurelio Saffi e la collocazione esatta del capolinea.

Per servire il tratto di via Vesuvio lasciato scoperto dell’attuale 35 barrato verrà prolungata la linea 355: i bus, scendendo da Fregoso, non si fermeranno in via Spallanzani ma proseguiranno verso Oregina. Per chi abita da quelle parti, insomma, diventerà obbligatorio un doppio interscambio per arrivare in pieno centro o proseguire a piedi fino al capolinea superiore.

Rimarranno infatti invariate, a differenza del progetto iniziale, le linee 39 e 40 che continueranno a collegare via Vesuvio e via Costanzi con la stazione Brignole, attraversando le due gallerie e mantenendo un collegamento diretto tra piazza Portello e la stazione Brignole senza passare da via XX Settembre. Il 36 in discesa non farà più il giro da piazza De Ferrari ma andrà direttamente in via Santi Giacomo e Filippo (futuro interscambio con la metropolitana a Corvetto)

Il Levante e il nodo San Fruttuoso

Con la futura stazione della metropolitana e il probabile capolinea dell’asse Centro, piazza Martinez diventerà uno snodo importante anche per i bus. Verranno attestate qui le linee della Valle Sturla 85-86-87 (oggi a Brignole ma solo nelle ore di punta) che avranno un interscambio anche con l’asse Levante (Nervi-Principe) in corso Europa. Si fermerà in questa zona anche la linea 84 che serve via Amarena.

L’attuale 18 verrà soppresso: al suo posto nascerà una linea inedita (con un’altra numerazione) che collegherà l’ospedale San Martino e Caricamento passando da San Fruttuoso. In questo modo si garantirà il servizio in corso Saffi e corso Quadrio, dove non passerà più il 13. Il 44 assorbirà anche il 46 con un nuovo percorso circolare via Donghi-Brignole-Borgoratti che taglierà fuori il tratto centrale verso De Ferrari.

Assi di forza, in Valbisagno non si tocca nulla

“Lo avevamo promesso, e le promesse vanno mantenute”, ribadisce l’assessore Ferrante. Dopo le proteste dei cittadini di Marassi e Quezzi, sposate dal centrosinistra in campagna elettorale, l’asse di forza in corso Sardegna con capolinea in piazza Galileo Ferraris non si farà. E dall’orizzonte, del resto, è sparito qualsiasi intervento per migliorare il trasporto pubblico in zona, con l’ipotesi (per ora molto lontana) di prolungare la metropolitana in sotterranea. In ogni caso l’assetto delle linee collinari rimarrà del tutto invariato.

Anche l’asse di forza Prato-Foce (alternato con Molassana-Brignole), che rimpiazzerà 13-14 eccetto il tratto in circonvallazione a mare, non produrrà modifiche sugli altri bus. Non verranno tagliate le linee 480-482 (Sant’Eusebio-Brignole) e rimarrà intatto anche il 34 (Principe-Staglieno).

Il Ponente e la “metropolitana ferroviaria”

Nessuna sostanziale modifica prevista a Ponente, almeno per ora. Ma dalla commissione a Sampierdarena è emerso chiaro un concetto, ribadito anche dall’assessore Robotti: “I treni dovranno essere la nostra metropolitana“. Quindi avanti con l’asse di forza filoviario fino a Voltri, ma allo stesso tempo ciò che garantirà un vero miglioramento del servizio sarà il potenziamento della ferrovia urbana connesso ai lavori del nodo di Genova. Dopo anni di incertezze, finalmente la Regione ha parlato di richieste a Trenitalia per corse aggiuntive sulle linee Voltri-Nervi e Savona-Sestri Levante. La capacità teorica della litoranea, grazie alle nuove gallerie, è di un treno ogni 5-6 minuti. Oggi il cadenzamento (non sempre garantito) è di un passaggio ogni 15 minuti.

Con gli assi di forza spariscono le storiche linee “lunghe”

I quattro assi manderanno in pensione quelle che nel 1973 erano già state concepite come linee “di forza”, ossatura di tutta la rete genovese, progressivamente ridotte negli anni. Non ci sarà più il mitico 1, integralmente sostituito dall’asse Ponente che assorbirà anche il 3. In Valbisagno non ci saranno più i bus con le insegne 13 e 14, in centro non vedremo più il 18 e il 20, in corso Europa addio 16 e 17. Rimarranno solo 7 e 8 in Valpolcevera (il primo in versione ridotta, come detto) e il 15 lungo la litoranea tra Nervi e Brignole.

Ma come si chiameranno i nuovi assi di forza? La decisione non è ancora ufficiale. Per ora si sa che verranno identificati con lettere singole e che la versione ridotta non sarà contraddistinta da una barra come accaduto finora.

La tabella con la revisione della rete

Generico febbraio 2026




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