Economia

Si accende la partita delle nomine. Le mosse a destra sulle partecipate


ROMA – La maggioranza accende la partita delle nomine nelle grandi partecipate. Se, come filtra da Palazzo Chigi, per gli amministratori delegati di Eni, Enel, Leonardo, Poste e Terna si va verso la riconferma, lo stesso ragionamento non vale per tutti i presidenti in scadenza.

Il pressing degli alleati si inserisce proprio qui. Punta a dare forma al risiko delle figure apicali delle società già dalla settimana prossima: martedì, infatti, è in programma una riunione tra i rappresentanti di Fratelli d’Italia (il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari), Lega (Claudio Durigon e Andrea Paganella) e FI (Maurizio Gasparri e Paolo Barelli) che si occupano di nomine. Tutti intorno a un tavolo che, secondo quanto riferiscono alcuni dei partecipanti, potrebbe trasformarsi in un vertice di peso, con la presenza della premier Giorgia Meloni e dei suoi vice Antonio Tajani e Matteo Salvini.

In vista del confronto, gli alleati preparano le rispettive mosse. Oltre alla riconferma di Paolo Scaroni alla presidenza di Enel, Forza Italia guarda anche alla casella di Leonardo. Gli azzurri puntano a sostituire l’ambasciatore Stefano Pontecorvo con Stefano Cuzzilla, presidente di Trenitalia e consigliere di amministrazione di Cassa depositi e prestiti. Ma l’avvicendamento di Pontecorvo interessa anche a FdI: i meloniani stanno scegliendo il loro candidato, intanto fonti del partito di via della Scrofa spiegano che la sostituzione dell’attuale presidente renderebbe «più fluido» il lavoro del gruppo specializzato in aerospazio, difesa e sicurezza.

Il riferimento delle stesse fonti è ai rapporti «non proprio idilliaci» con l’amministratore delegato Roberto Cingolani, che invece gode di grande stima tra i Fratelli, a iniziare da Meloni.

Il partito della presidente del Consiglio è pronto a chiedere una discontinuità anche in casa Eni, quindi la sostituzione del presidente Giuseppe Zafarana.

La partita delle nomine non finisce qui. Si allarga anche alla Consob. E qui entra in scena la Lega. Il partito guidato da Matteo Salvini tiene il punto sul nome del sottosegretario all’Economia Federico Freni, bloccato da Forza Italia al Consiglio dei ministri del 20 gennaio. I tempi si fanno sempre più risicati: il mandato di Paolo Savona alla guida dell’Autorità per la vigilanza dei mercati finanziari scade tra un mese


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