Marche

«Ormai partito diviso in due»


ANCONA «Si può essere più o meno d’accordo, ma la linea è una». Così parlò la segretaria nazionale del Partito democratico Elly Schlein nel corso della Direzione nazionale andata in scena venerdì mattina al Nazareno. Ma forse per il Pd Marche la linea potrebbe essere ben sintetizzata citando Pirandello: “Una, nessuna e centomila”.

Lo scisma d’Oriente

Che dalle parti di casa nostra i dem non siano uniti e tutti allineati sulla stessa lunghezza d’onda non è certo un mistero, come dimostra l’infuocata assemblea regionale di sabato scorso, con il partito spaccato in due parti. Da Roma intanto la Direzione nazionale ha comunicato la finestra temporale per procedere coi congressi provinciali. Dal 1° aprile al 30 giugno: tutto lascia presagire che non mancheranno le divisioni anche nel prossimo passaggio interno. Intanto la segreteria regionale ha recepito le indicazioni arrivate dalla Capitale e ha convocato per sabato prossimo, 14 febbraio, la Direzione chiamata ad approvare regolamento e linee guida come stella polare per il rinnovo delle cariche interne nelle cinque federazioni della regione. Appuntamento nel pomeriggio del giorno di San Valentino nella storica location di Chiaravalle, la stessa che nel 2020 espresse un «no» secco alla ricandidatura del governatore uscente Ceriscioli e che nella scorsa estate fu teatro di un’assemblea stile Ok corral per la definizione delle liste per le elezioni regionali.

Le posizioni

«Questo deve essere l’anno dei congressi, prima provinciali e poi quello regionale», il pensiero di Matteo Ricci, ribadito a più riprese nelle ultime settimane. «I congressi provinciali vanno fatti il prima possibile per far ripartire l’azione politica del partito sul territorio», così la vede l’ex governatore Ceriscioli. E i segretari uscenti che ne pensano? Thomas Braconi, dal 2023 alla guida del partito in provincia di Ancona, è laconico: «Vedremo cosa deciderà la Direzione regionale di sabato sul regolamento quadro, anche se tutto lascia pensare che si possa replicare senza problemi il percorso già delineato nel 2021, in occasione dell’ultimo rinnovo dei provinciali». E su un suo ipotetico bis da segretario dei dem anconetani, mette le mani avanti: «Sarei interessato solo a contribuire per riportare unità e in una logica di superamento delle divisioni interne». Al momento, una chimera o quasi date le condizioni del Pd Marche.

Da Nord a Sud

Predica calma e sangue freddo Francesco Ameli, segretario della provincia più a Sud delle Marche: «Un’eventuale candidatura non si presenta, semmai viene richiesta dal territorio. Vedremo quali saranno gli sviluppi nelle prossime settimane». Da Fermo, la tocca piano Luca Piermartiri: «Il mio mandato è scaduto a inizio dicembre e per me è finita lì. Ho rassegnato le mie dimissioni, ad altri spetterà il compito di guidare il partito in provincia: io sono stato attaccato su tutti i fronti. Auspico un congresso unitario, ma al momento la vedo dura. Mi pare chiaro che ormai esistano due partiti». Chissà che almeno, nel giorno di San Valentino, non ritorni un piccolo, grande amore nel Pd marchigiano.




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