Liguria

Genoa, De Rossi: “Dovremo imparare a difendere come prevede questo regolamento di merda”


Genova. Un incubo. È quello che sta vivendo il Genoa dopo l’ennesima partita buttata via in pieno recupero. Un incubo che ha nel var il principale responsabile. Stavolta è stato punito il fatto che Cornet abbia pestato il piede di Vergara, ma in realtà riguardando il replay sembra una specie di scivolamento del piede, più che un pestone.

“Sì, secondo me sta diventando qualcosa di più per tutti quanti, tocca un po’ troppo spesso a noi. Dobbiamo lavorare sui dettagli, per difendere come prevede questo regolamento di merda: dobbiamo essere passivi, saltare con le mani in tasca, è agghiacciante. Quando è chiaro l’errore? È tutto molto frustrante, i ragazzi non meritavano la sconfitta. Grazie a Dio il pubblico ha riconosciuto ciò che abbiamo fatto. I ragazzi vanno fortissimo in settimana e riescono a tenere questi ritmi anche contro una squadra fortissima durante tutta la partita”.

Il mister è parecchio amareggiato: “Stiamo tutti sulla stessa barca, oggi tocca a me domani al Napoli e io ero tifoso del var, forse mi avrebbe fatto subire qualche rapina in meno, ma stiamo dandogli un potere pericoloso. Contatti ce ne saranno sempre, il calcio è un gioco che cambierà ed è un peccato per tutti. Subiremo rigori del genere tutti quanti”.

De Rossi, complice anche il fatto che il Genoa fosse in dieci, ha provato sino all’ultimo a vincere. Col senno di poi avrebbe fatto le stesse scelte? “Penso che ognuno sa chi è, che allenatore vuole essere, undici contro undici forse non avrei fatto questi cambi. Bisognava provarci, non ti capita sempre di giocare contro il Napoli 11 contro 10. Col senno di poi non si può fare l’allenatore, a volte azzecco a volte sbaglio. Penso agli episodi da cui è scaturito il rigore: al contropiede e al tiro svirgolato di Lobotka che gli rimane nei piedi. È dura ma andiamo avanti”.

Di sicuro la squadra deve migliorare la gestione degli ultimi minuti: la palla era tra i piedi del Genoa al 90° con un cross regalato da Norton-Cuffy a Meret: “Devo andare a lavorarci, io ero indemoniato, dobbiamo capire che quella squadra stava cercando di non prendere il terzo gol, dovevamo far girare la palla, abbiamo regalato due o tre possessi che potevano essere gestiti diversamente. Ci sono stati errori di due letture e nel calcio gli errori si pagano”.

In casa Genoa c’è un “retrogusto di fastidio e dolore già sentito. Contro Atalanta abbiamo perso la partita così, oggi idem e quando è capitato a noi abbiamo tirato il rigore fuori dallo stadio, menomale che la tifoseria ha capito”.

Sugli aspetti positivi ancora una volta la partita era stata recuperata: “Solo a Roma siamo stati mosci nella reazione, questa è una squadra fatta da giocatori con valori importanti e coraggio. Non volevo perdere, se Conte avesse tolto Hojlund avrei rischiato un pochino di più. Chiedevo il raddoppio su di lui. La gestione con la palla doveva essere più lucida e non dovevamo mettere queste palle da fermo sul portiere. Si va avanti, ma siamo consapevoli che con un po’ di fortuna in più avremmo almeno 5 o 6 punti in più in classifica”.

Rispetto alle partite col Bologna e con la Lazio, in cui De Rossi aveva detto che soprattutto la seconda era stata giocata meglio, il mister colloca questa come “una partita contro una squadra con giocatori molto forti, anche loro che reagiscono, in cui non era facile riprenderla e rimetterla in piedi. La colloco come partita fatta bene contro una squadra forte: abbiamo fatto zero punti contro l’Atalanta, contro il Napoli, contro l’Inter, abbiamo fatto fare fatica anche alla Lazio, ma se commetti errori contro squadre così forti e non sei perfetto la paghi, lavoreremo su questo”.

 

 




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