Informazione Campania – CASTELLAMMARE DI STABIA
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Il 7 febbraio, giorno della sua nascita, Annibale Ruccello è tornato idealmente a casa. Nella sua Castellammare di Stabia che ha scelto proprio questo giorno per avviare quel percorso di iniziative dedicate al doppio anniversario del 2026: i 70 anni dalla nascita e i 40 dalla scomparsa del drammaturgo stabiese, figura centrale del teatro contemporaneo italiano.
Nel giorno in cui avrebbe compiuto settant’anni, Castellammare di Stabia ha risposto con una sala gremita al Museo Diocesano (MUDISS): un pubblico fatto di persone che lo hanno conosciuto, di artisti, operatori culturali, studiosi, giovani e appassionati di teatro. Una presenza forte, partecipe, che ha restituito l’immagine di un abbraccio collettivo e ideale ad Annibale, come se la città intera avesse voluto dirgli: siamo ancora qui, con te.
“Nel giorno della nascita di Annibale Ruccello avviamo un percorso che per Castellammare di Stabia ha un valore profondo: quello del recupero della memoria. Qui si svolsero i funerali di Annibale, ed è da qui che oggi sentiamo il dovere di ripartire. Come Amministrazione abbiamo lavorato per riportare il Fondo Ruccello a Castellammare che sarà ospitato nella Reggia di Quisisana. Vogliamo continuare a lavorare con l’Università Federico II, coinvolgere artisti, studiosi e soprattutto le nuove generazioni per trasformare la memoria in futuro. La grande partecipazione di oggi, una sala piena di persone che lo hanno conosciuto e di chi continua ad amarlo attraverso le sue opere, è il segno più forte di un abbraccio collettivo ad Annibale e di un impegno che dobbiamo portare avanti” – ha dichiarato il sindaco Luigi Vicinanza.
“Annibale Ruccello appartiene profondamente a questa città, non solo per nascita ma per visione, lingua, immaginario. Il legame tra la sua opera e Castellammare di Stabia è un rapporto identitario che oggi sentiamo il dovere di riattivare e condividere. Il percorso che avviamo guarda al 2026 come a un orizzonte aperto, fatto di progetti in divenire che attraversano il teatro, la scuola, la formazione, il cinema e la ricerca. Non una celebrazione statica, ma una memoria viva, capace di generare nuove domande, nuovi sguardi e nuove possibilità” – ha spiegato all’assessore con delega all’identità, Annalisa Di Nuzzo.
Annibale Ruccello, scomparso tragicamente a soli trent’anni nel 1986, ha lasciato in appena sedici anni di attività un’eredità artistica straordinaria: cinque testi che sono diventati capisaldi del teatro contemporaneo, opere capaci di parlare ancora oggi con forza, profondità e radicalità.
Ad aprire l’incontro, le parole intense e suggestive di Enzo Moscato, affidate agli allievi attori della Scuola di Teatro del Teatro Nazionale Stabile della Città di Napoli, che hanno evocato il legame artistico e umano tra due protagonisti fondamentali della scena teatrale italiana. Un filo mai spezzato, che attraversa il tempo e continua a generare senso.
Alla giornata erano presenti, tra gli altri, Carlo De Nonno, che cura e tutela con passione l’intera opera di Ruccello, Giovanni Petrone, il professor Vincenzo Caputo del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università Federico II di Napoli, il direttore generale del Teatro Stabile di Napoli Mimmo Basso, il produttore Angelo Curti, la direttrice artistica della Sala Assoli di Napoli Igina Di Napoli, il critico Giulio Baffi, l’attrice Antonella Morea.
Il percorso presentato si articola in una serie di progetti che, nel loro insieme, disegnano una visione ampia e condivisa capace di accompagnare l’intero 2026. Al centro di questo cammino c’è innanzitutto il trasferimento del Fondo Ruccello dall’Università degli Studi di Napoli Federico II a Castellammare di Stabia, presso il Palazzo Reale di Quisisana. Un passaggio fortemente simbolico e concreto, che consentirà non solo di restituire l’archivio alla città natale del drammaturgo, ma anche di implementarlo con materiali video e fotografici, trasformandolo in un luogo vivo di studio, ricerca e consultazione.
Accanto alla tutela della memoria, prende forma un importante investimento sulla formazione e sulla scrittura contemporanea attraverso il Laboratorio di Drammaturgia diretto da Pier Lorenzo Pisano, per la cura di Clarissa Curti e Napoleone Zavatto. Si tratta di un progetto triennale ideato da Casa del Contemporaneo in collaborazione con il Teatro Stabile di Napoli, pensato come spazio di crescita e confronto per nuove generazioni di autori e autrici. Sul versante dello studio e dell’approfondimento critico, il ciclo di incontri “Lo Sguardo Critico sull’opera di Annibale Ruccello” offrirà sei appuntamenti di riflessione che prenderanno avvio il 5 marzo al Teatro Karol, con la presentazione del volume dedicato a Ferdinando, a cura di Monica Citarella, in occasione dei quarant’anni dal debutto dell’opera.
Un’attenzione particolare è rivolta ai più giovani e al mondo della scuola attraverso L’Ereditiera, progetto di laboratorio destinato agli studenti degli istituti superiori di Castellammare di Stabia, curato da Lello Guida, con il coinvolgimento di alcuni dei primi compagni di viaggio di Ruccello della storica Cooperativa Il Carro. Parallelamente, la città diventa spazio di racconto e di incontro con il progetto speciale Racconti per Ricominciare, dedicato ad Annibale Ruccello e curato da Vesuvioteatro / Ente Teatro Cronaca, che dal 22 maggio al 3 giugno animerà il centro storico di Stabia.
La drammaturgia di Ruccello continua a dialogare con il presente anche attraverso nuove produzioni e riletture sceniche. È il caso della coproduzione Napoli–Barcellona del testo Mamma, con la regia e l’interpretazione di Enrico Ianniello e Imma Villa, il cui primo studio sarà presentato al Festival di Benevento Città Spettacolo prima del debutto in prima nazionale a Castellammare di Stabia. Prosegue inoltre il percorso de Le Cinque Rose di Jennifer, produzione del Teatro Bellini di Napoli, già forte di tre anni di tournée nazionale, per la regia di Gabriele Russo con Daniele Russo e Sergio Del Prete.
Nel segno di una memoria che si traduce in gesti concreti e duraturi, nel 2026 una scuola pubblica del centro cittadino sarà intitolata ad Annibale Ruccello, mentre la dodicesima edizione del Premio Ruccello, all’interno dello Stabia Teatro Festival, prevista per il 23 novembre 2026, continuerà a sostenere e valorizzare la nuova drammaturgia sotto la cura di Luca Nasuto e Carmen Matarazzo. Accanto al teatro, il cinema avrà un ruolo centrale con due progetti speciali di grande respiro: la trasposizione cinematografica di Week End, a cura di Margherita Di Rauso, e il docufilm Caro agli Dèi – vita breve di Annibale Ruccello di Massimiliano Palmese, prodotto da Zivago Film.
A chiudere e tenere insieme questa visione articolata è la proposta di “Una Rete per Annibale”, un progetto di coordinamento che intende coinvolgere nel 2026 festival, teatri e istituzioni culturali campane e nazionali, da Benevento Città Spettacolo a Positano Teatro Festival, fino alle principali sale teatrali napoletane e italiane che programmeranno spettacoli di Ruccello. La forte partecipazione della città, insieme a numerosi artisti, operatori culturali e studiosi, ha confermato il vivo interesse per la sua proposta drammaturgica e la volontà di costruire un percorso realmente condiviso.
Nei prossimi mesi il percorso proseguirà con il coinvolgimento di numerosi altri artisti, performer e critici, in un cammino condiviso che restituisce Annibale Ruccello al presente, alla comunità e alle nuove generazioni, nel segno di una memoria viva e fertile.
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