in arrivo una nuova strada di collegamento con la Cassia Bis per i mezzi di soccorso
Tra ordinanze, sopralluoghi e soluzioni tampone, l’emergenza dell’Isola Farnese si è rapidamente trasformata in un banco di prova per l’amministrazione capitolina e municipale.
Il crollo del costone a ridosso del Castello, che ha tranciato l’unica strada di accesso tra i civici 175 e 190, ha isolato di fatto un intero borgo, mettendo al centro del dibattito la fragilità delle infrastrutture urbane e la gestione delle emergenze nei quartieri periferici.
Qui, dove il tempo sembra essersi fermato, vivono soprattutto anziani e persone fragili. Le scuole hanno chiuso i battenti, il centro anziani è stato riconvertito in presidio operativo della Croce Rossa e la quotidianità si regge su percorsi provvisori e assistenza continua.
Una situazione che ha imposto una risposta rapida delle istituzioni, chiamate a garantire sicurezza e servizi essenziali in un contesto logistico estremamente complesso.
Per spezzare l’isolamento, il Campidoglio e il Municipio hanno messo in campo interventi d’urgenza. Nei giorni scorsi è stata installata una scala pedonale in ferro, pensata per sostituire il passaggio di fortuna attraverso un bosco privato e assicurare almeno un collegamento stabile ai residenti.
Parallelamente, è in fase di ultimazione una strada di emergenza verso la Cassia Veientana, la cosiddetta “Cassia bis”, che inizialmente sarà riservata ai mezzi di soccorso. Una scelta tecnica, ma anche politica, che punta a garantire tempi di intervento rapidi senza esporre ulteriormente il borgo a rischi.
La gestione dell’emergenza passa anche dal coordinamento quotidiano tra Protezione Civile, Vigili del Fuoco e Carabinieri, con un presidio sanitario attivo 24 ore su 24. La guardia medica è presente stabilmente, mentre nelle ore notturne l’assistenza è affidata alla Croce Rossa.
Per i casi più critici, il 118 ha già individuato le piazzole per l’elisoccorso, differenziate tra giorno e notte, a conferma di una pianificazione che tiene conto delle condizioni reali del territorio.
Sul tavolo, però, resta il nodo politico e amministrativo della soluzione definitiva. Il presidente del Municipio XV, Torquati, ha chiarito che il Comune non può intervenire direttamente sul consolidamento del costone, spesso soggetto a vincoli o proprietà frammentate.
L’ipotesi più concreta è quindi quella di una galleria artificiale o di strutture paramassi a protezione della carreggiata: un’opera complessa, che richiederà almeno due mesi per arrivare al progetto esecutivo.
Nel frattempo, una nuova ordinanza – attesa per lunedì 9 febbraio – definirà nel dettaglio l’utilizzo della scala pedonale e della strada d’emergenza.
Un atto amministrativo che, al di là degli aspetti tecnici, rappresenta il tentativo di restituire certezze a una comunità che da giorni vive sospesa, in attesa che dalla gestione dell’emergenza si passi finalmente a una visione strutturale e duratura del territorio.
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