La “tranquilla” felicità degli Azzurri del rugby
ROMA – Se nello spogliatoio della Scozia al termine della partita persa con l’Italia per 18 a 15 allo Stadio Olimpico di Roma il sentimento prevalente è la frustrazione – parola del capitano Sione Tuipulotu – tra gli Azzurri regna la consapevolezza di aver fatto bene, di aver raggiunto il risultato ma senza facili entusiasmi. Quello di Gonzalo Quesada è un gruppo giovane ma maturo. Una maturità che si respira, che traspare dalle parole di tutti. La vittoria contro la Scozia è stata meritata ma nessuno si monta la testa: «Gli avversari ora ci studieranno sicuramente un pelo di più, però sappiamo che dobbiamo lavorare tanto per guadagnare rispetto», ha detto Tommaso Menoncello.
Lamaro: «Facile iniziare bene, più difficile confermarsi»
Sarà che è una Italia più abituata a vincere di quella di solo qualche anno fa, sarà che i risultati positivi non sono più solo una casualità o il frutto di una giornata storta degli avversari, ma la sensazione è che ci sia una capacità diversa di affrontare un torneo duro e mai facile come il Sei Nazioni. «Quando vinciamo non vogliamo sbilanciarci troppo. So come reagisce la squadra a determinate vittorie e determinate partite. A volte è facile iniziare bene ma è più difficile confermarsi», ha sottolineato il capitano Michele Lamaro, invitando sé stesso e tutta la squadra a mettere già la testa al prossimo incontro di Dublino: «Penso che l’Irlanda si preparerà in maniera durissima, dobbiamo farlo anche noi. Dobbiamo tornare alle basi, continuare a fare quello che abbiamo fatto bene».
Ferrari: «Testa alla prossima partita con umiltà»
Sulla stessa linea il pilone Simone Ferrari, premiato come migliore in campo: «Pensiamo a una partita alla volta. Adesso riprendiamo da lunedì e subito testa alla prossima con tanto lavoro e umiltà. Non è successo niente per noi. Dobbiamo andare oltre questa partita vinta e, insomma, rimetterci subito al lavoro con tanto focus». L’attenzione dovrà essere messa soprattutto alla disciplina, ha sottolineato il ct Quesada. «È stato uno dei punti su cui dobbiamo ancora lavorare. Se oggi abbiamo sofferto un po’ alla fine è perché tutti i calci presi hanno permesso alla Scozia di venire nel nostro campo e avere possesso. Non mento se dico che Ben O’Keeffe (l’arbitro, ndr) è stato un po’ più duro con noi ma non è un alibi. Abbiamo preso tanti calci evitabili. Per me un asse di sviluppo sarà la disciplina, se non vogliamo perdere con l’Irlanda, dobbiamo alzare i nostri standard». Ferrari gli fa eco: «Ci sono cose su cui ancora possiamo migliorare, la disciplina è una di queste, in particolar modo il fuorigioco. Dovremmo essere molto più precisi, comunque per evitare il fuorigioco basta essere un passo indietro, due passi indietro, non ci costa nulla, quindi, ecco, è da rivedere e da migliorare nell’immediato».
Quesada: «Normali le aspettative ma dobbiamo migliorare»
Parlare di abitudine alla vittoria per l’Italrugby è probabilmente esagerato, come fa notare Menoncello: «Abitudine non lo so, succede più spesso perché stiamo crescendo e siamo felici di poter portare questo tipo di prestazioni e di vittorie perché lavoriamo ogni settimana per questo», tuttavia, con il miglioramento dei risultati, crescono anche le attese. «Che si creino aspettative è normale. Preferisco questo, che ci siano aspettative intorno alla squadra ma noi sappiamo dove dobbiamo migliorare ancora, e su cosa dobbiamo lavorare», ha continuato Quesada, sottolineando che «prestazioni come quella di oggi servono a tutto il movimento. Quello che dipende da noi è continuare a migliorare e andare in campo e fare quello che abbiamo fatto oggi, per essere di ispirazione ai ragazzi che giocano, a tutte le squadre».
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