Umbria

Final Four di Coppa Italia: niente da fare per la Sir Susa Scai, Verona in finale


di Carlo Forciniti

Niente da fare. Come un anno fa. La Rana Verona ferma ancora una volta la corsa della Sir Susa Scai in Coppa Italia. Sempre in semifinale. Lo fa con un netto 3-0, chiara cartina di tornasole di quanto si vede sul taraflex dell’Unipol Arena di Bologna. Perugia non riesce mai davvero ad entrare in partita. Per gli indubbi meriti degli scaligeri, ma anche per demeriti propri. Perché, di fatto, i bianconeri fanno poco, troppo poco per il livello richiesto. In tutti i fondamentali. In più di un’occasione nel corso di una sfida sostanzialmente senza storia, Lorenzetti prova a “svegliare” i suoi. Senza i risultati sperati. Contro la Rana che domina a muro e che viene trascinata dai vari Christenson, Keita e Darlan, non bastano i 13 punti di Ben Tara. Dopo 21 vittorie di fila in tutte le competizioni, la Sir deve fare i conti con una giornata storta. Con il retrogusto amaro della sconfitta. Che fa male nell’immediato. Ma non può inficiare quanto di straordinario fatto fino ad ora dai Block Devils. Che mercoledì 11 febbraio alle 18 a Praga in Champions League, hanno subito l’opportunità di ripartire andando a caccia del primo posto matematico nella Pool C. 

La finale Domenica 8 febbraio alle 18, Verona affronta Trento in finale. La squadra di Mendez ha superato al tie break Piacenza nella prima semifinale.

Subito Verona Lorenzetti punta su Russo al posto di Solé. Sestetto tipo per i veneti che in avvio di partita si fanno preferire a muro. E sarà una costante del parziale d’apertura. Si spiega anche così il 6-4 iniziale. Christenson è ispirato. La conferma arriva con l’ace che aggiorna lo score sul 11-8. Darlan ferma Plotnytskyi: 12-8. Verona allunga. Sul 15-9, il coach della Sir prova a rimettere in gas i suoi con un timeout più psicologico che tattico. Ma la Rana continua a fare la voce grossa a muro. Quando Mozic va su per il 17-10, il set è ormai indirizzato. A chiuderlo, è un attacco di Keita.

La Rana va sul 2-0 Nel secondo set Perugia è più centrata e continua. Almeno all’inizio. Plotnytskyi mette a terra il pallone del +3: 8-5. Gli scaligeri impattano subito. Con Darlan, dai 9 metri: 10 pari. La Sir torna a soffrire. E l’opposto si ripete per il 14-10. Christenson emula il compagno con la battuta del 18-14. Sul taraflex di Bologna c’è solo una squadra. E Lorenzetti – che subito dopo richiama i suoi per analizzare cosa non sta funzionando – non gradisce. Prova a stimolare una squadra stranamente spenta. A tratti inerme. Non può essere questa la vera Sir. Anche al netto dei chiarissimi meriti della squadra di Soli. Giannelli – che il giorno precedente ha partecipato alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali – prova a scuotere i Block Devils con l’ace del -3, 21-18. Ma non basta. Dzavoronok sbaglia la battuta ed è 2-0.

Festa veneta Al rientro in campo, dentro Solé in luogo di Russo. Primo servizio vincente di serata per Ben Tara: 4-5. Doppietta di Keita per il mini break: 10-8. Poco più tardi timbra il 13-9 con un ace dei suoi. Verona si avvicina a grandi passi verso la finale. Perché Perugia non riesce a rientrare. L’ace di Mozic chiude definitivamente i giochi.

Rana Verona – Sir Susa Scai Perugia 3-0

(25-19, 25-21, 25-19)

VERONA: Christenson 5, Darlan 13, Mozic 9, Keita 17, Cortesia 5, Vitelli, Staforini (L),  Zingel 5, Planinsic, D’Amico (L), Sani, Nedeljkovic, Bonisoli.  Ne Glatz. All.: Soli

PERUGIA: Giannelli 2, Ben Tara 13, Loser 6, Semeniuk 6, Plotnytskyi 7, Russo 4, Colaci (L), Dzavoronok, Solé. Ne Cvanciger, Argilagos, Crosato, Gaggini (L). All.: Lorenzetti.

ARBITRI: Simbari-Pozzato. DURATA: 25′, 31′, 25′. Tot 1 h′ 21′. Spettatori 9.130

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