Puglia

Bari, al Giulio Cesare-Romanazzi partono i doppi turni: è polemica

Un sopralluogo urgente, interventi di manutenzione definiti inadeguati e dunque l’esigenza di programmare subito nuovi lavori. Per eseguirli, però, la scuola deve essere vuota e così il consiglio d’istituto partorisce l’idea dei doppi turni. La preside lo comunica e scatta subito la polemica: la comunità scolastica annuncia uno sciopero a oltranza. Questa la situazione al Giulio Cesare-Romanazzi di Bari, dove da lunedì 9 febbraio a venerdì 20 marzo gli studenti si alterneranno tra mattina e pomeriggio. “Sono state predisposte solo tre settimane (pari a 15 giorni effettivi) di alternanza per il liceo linguistico e tre settimane (pari a 15 giorni effettivi) per l’indirizzo tecnico”, sottolinea la dirigente scolastica Rosangela Colucci nella circolare pubblicata ieri con i dettagli relativi ai doppi turni.

Studenti e genitori, però, non lo vedono come un sacrificio di poco conto e annunciano battaglia. “I doppi turni a secondo quadrimestre iniziato rappresentano un danno morale, fisico ed economico per tutti: progetti e attività pomeridiane che saltano e che sono state già pagate – sottolineano in una nota – alunni pendolari che non sanno se c’è un mezzo di trasporto che possa garantire un rientro a casa a tarda sera e alunni agonisti che dovrebbero rinunciare ai loro allenamenti”. Del resto, secondo loro, i problemi che hanno portato alla decisione dei doppi turni erano noti: “Scuola sovrappopolata, servizi igienici carenti e sporchi, aule di fortuna ricavate in stanze senza finestre, sicurezza dei lavoratori e degli studenti fortemente compromessa”. E dunque si doveva intervenire per tempo con una soluzione diversa.

A mettere nero su bianco l’esigenza di nuovi lavori è stata la Città Metropolitana che, anche in questo caso attraverso una nota, “comunica di essere intervenuta con determinazione sulla gestione del plesso scolastico di Largo Monsignor Curi, sede succursale dell’IISS Giulio Cesare-Romanazzi. A seguito di un rigoroso sopralluogo tecnico congiunto effettuato il 5 febbraio – è sottolineato – l’amministrazione ha accertato l’inadeguatezza degli interventi manutentivi. Dall’esame ispettivo è emersa, infatti, la parziale incompletezza e inefficacia delle opere, una condizione che ha spinto il Servizio Edilizia dell’Ente a disporre un immediato cambio di passo per garantire la piena tutela di studenti e personale. Su indicazione della Città Metropolitana, il sublocatore si è formalmente assunto l’onere di procedere all’esecuzione immediata e diretta di tutte le opere di ripristino necessarie”.

E così “per consentire l’apertura di un cantiere rapido, efficace e privo di interferenze, l’immobile sarà reso pienamente disponibile alle maestranze, con la richiesta di lasciarlo libero da persone, a partire dalla mattinata di lunedì 9 febbraio. L’ente, in costante contatto con la dirigente scolastica, supervisionerà ogni fase del cronoprogramma attraverso un monitoraggio tecnico permanente, con l’obiettivo di ripristinare la piena agibilità dei locali nel minor tempo possibile e porre fine ai disagi logistici. La prossima settimana, inoltre, la Città Metropolitana incontrerà una delegazione degli studenti per fare il punto della situazione e monitorare l’avanzamento degli interventi”. Intanto, però, gli studenti hanno annunciato sciopero e protesta già a partire da lunedì.

“La sicurezza delle nostre scuole non è negoziabile né soggetta a soluzioni palliative – dice il consigliere metropolitano delegato all’Edilizia Scolastica, Giovanni Camporeale -. Abbiamo preteso dal sublocatore un impegno formale e immediato: i lavori proseguiranno sotto il nostro controllo diretto finché ogni criticità, dagli impianti alle finiture, non sarà risolta secondo i massimi standard di legge. È fondamentale chiarire che l’attuale ricorso ai doppi turni rappresenta una soluzione esclusivamente temporanea e sarà di brevissima durata, resa necessaria da questo problema tecnico imprevisto. Precisiamo che tale criticità non è legata agli interventi previsti dal PNRR, ma alla soluzione dei problemi riscontrati nella sede di largo Curi. Ogni misura adottata, inclusa la temporanea interdizione dei locali, risponde al principio di massima precauzione e alla ferma volontà di consegnare alla comunità del ‘Giulio Cesare’ una struttura funzionale e sicura”.




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