Buoni del tesoro, domanda record per il titolo a 15 anni. Le altre emissioni: torna il Btp Valore

Dopo la domanda record per il Btp a 15 anni e il collocamento di Btp Short term, BTP€i a 5 e a 30 anni con l’inizio del nuovo anno, il Tesoro guarda ora ai risparmiatori retail: pronto in rampa di lancio un nuovo Btp Valore, la cui emissione è prevista da lunedì 2 a venerdì 6 marzo (fino alle ore 13), salvo chiusura anticipata. I risultati positivi delle ultime offerte al mercato hanno mostrato il desiderio per i titoli di Stato italiani. E il calendario delle aste reso noto dalla Direzione Debito Pubblico dà qualche informazione in più sugli appuntamenti delle prossime settimane.
Boom di ordini per il Btp a 15 anni
L’emissione sindacata del Buono del Tesoro poliennale a 15 anni, con scadenza 1° ottobre 2041 e tasso annuo del 3,95% (pagato in due cedole semestrali), ha registrato una domanda record che ha superato i 157 miliardi di euro a fronte di un importo emesso pari a 14 miliardi di euro, il più alto di sempre per questa tipologia, in un contesto di spread Btp e Bund a 10 anni intorno ai 60 punti base, il livello più basso dal 2008. Come chiarito dal ministero dell’Economia con un comunicato, circa 380 investitori hanno partecipato all’operazione: il titolo è stato collocato al prezzo di 99,990 corrispondente a un rendimento lordo annuo all’emissione del 3,990%. Il regolamento dell’operazione è fissato per il prossimo 10 febbraio.
Più nel dettaglio, la quota più alta dell’ammontare complessivo è stata assegnata a fund manager (45%), a seguire le banche (23,7%). Dietro, fondi pensioni e assicurazioni, che hanno sottoscritto una quota del 15,1% e istituzioni governative e banche centrali (12,6%). A chiudere gli hedge fund con il 3,6%. La maggior parte dell’emissione è andata a investitori esteri (83,7%): tra questi, a livello di distribuzione geografica, prevale l’Europa con Regno Unito (36%), paesi scandinavi (10,5%), Francia (9,4%) penisola iberica (7,3%), Germania, Austria e Svizzera (6,4%) e altri stati europei (5,4%); una quota rilevante è andata a investitori in Medio Oriente (8,1%).
Gli altri collocamenti
A fine gennaio sono poi stati assegnati altri 5 miliardi, tra Btp short term e indicizzati. In particolare, il primo collocamento – con scadenza 28/02/2028 – ha riguardato un ammontare di tre miliardi di euro a fronte di richieste per 4,906 miliardi: il rapporto tra domanda e offerta è stato di 1,64, mentre il rendimento lordo ha raggiunto il 2,26% (con una variazione di rendimento di 8 punti base). A differenza dei tradizionali Buoni del Tesoro poliennali a medio e lungo termine (che possono avere orizzonti temporali di scadenza di tre, cinque, sette fino ai 50 anni), il Btp Short term ha una durata compresa tra 18 e 36 mesi: come chiarisce Banca d’Italia, sono stati emessi in sostituzione dei Ctz (Certificato del Tesoro Zero Coupon) per contribuire a rendere più efficiente e liquido il comparto a breve termine dei titoli di Stato, e per conseguire ulteriori margini di flessibilità per la gestione del profilo delle scadenze. Come gli altri Btp, anche lo short term offre cedole fisse semestrali.
Per quanto riguarda invece le emissioni dei BTP€i – Buoni del Tesoro poliennali indicizzati all’inflazione europea – la nona tranche di quello a 5 anni – con scadenza 15/08/2031 – ha registrato una domanda pari a 1,671 miliardi: il titolo è stato collocato per l’ammontare di un miliardo, con un rapporto tra domanda e offerta di 1,67. Il rendimento lordo si è attestato allo 0,94% (con una variazione negativa di 13 punti base). Mentre la seconda tranche di quello a 30 anni – scadenza 15/05/2056 – per un importo assegnato da un miliardo ha raggiunto una domanda di 1,622 miliardi. Il rapporto di copertura è stato di 1,62, con il rendimento lordo che ha toccato il 2,38%
Il ritorno del Btp Valore
Il titolo pensato per i piccoli risparmiatori torna a inizio marzo, con una nuova emissione tra lunedì 2 e venerdì 6 (salvo chiusura anticipata) annunciata dal Mef. Avrà una durata di sei anni, con cedole ogni tre mesi crescenti nel tempo, secondo un meccanismo “step-up” di 2+2+2 anni. Inoltre è previsto un premio fedeltà finale pari allo 0,8% per chi lo acquista durante i giorni di collocamento e lo detiene fino alla scadenza. Per conoscere i tassi minimi garantiti, così come codice Isin che identifica il titolo, bisognerà attendere fino al 27 febbraio: al termine del collocamento, i tassi comunicati potranno essere confermati o rivisti al rialzo.
Come in passato, il Btp Valore potrà essere acquistato dai risparmiatori attraverso il proprio home banking, se abilitato alle funzioni di trading online, o rivolgendosi al proprio referente in banca o all’ufficio postale presso cui si possiede un conto corrente con il conto deposito titoli. L’investimento potrà partire da un minimo di 1.000 euro, avendo sempre la certezza di veder sottoscritto l’ammontare richiesto. Il titolo viene acquistato alla pari e senza commissioni durante i giorni di collocamento, fermi restando i costi di gestione del conto titoli o del trading online richiesti e concordati con la propria banca laddove presenti. Prevista la consueta tassazione agevolata per tutti i buoni del Tesoro al 12,5% su cedole e premio finale extra, l’esenzione dalle imposte di successione, nonché l’esclusione dal calcolo Isee fino a 50.000 euro investiti in titoli di Stato.
Come ricorda il ministero dell’Economia, nella precedente emissione, che si è tenuta dal 20 al 24 ottobre 2025, sono stati raccolti oltre 16,5 miliardi di euro (con 506.992 contratti registrati). Con quel collocamento, i tassi annuali definitivi sono stati del 2,60% per i primi tre anni; del 3,10% per il quarto e quinto anno; del 4% per il sesto e settimo anno.
Le prossime emissioni
Il calendario dei collocamenti prevede diversi appuntamenti per tutto il 2026. Infatti, come chiarito dal dipartimento del Tesoro nel report “Linee guida della gestione del debito pubblico 2026“, per quest’anno si prevedono emissioni lorde di titoli a medio e lungo termine tra i 350 e i 365 miliardi di euro, per soddisfare diverse esigenze di finanziamento, tra cui le scadenze dei titoli in circolazione che, al netto dei Bot, saranno di circa 256 miliardi di euro, e il nuovo fabbisogno del settore statale che dovrebbe attestarsi intorno ai 125 miliardi di euro. Nel 2025, ricorda il Tesoro, sono stati emessi titoli a medio-lungo termine per un ammontare di 380 miliardi di euro, mentre quelle dei Bot sono risultate di poco inferiori a 170 miliardi di euro.
I nuovi appuntamenti relativi al mese di febbraio sono per mercoledì 11 con un’asta per i Bot e giovedì 12 con un’asta per titoli a medio-lungo termine. In particolare, per quanto riguarda i buoni ordinari del Tesoro (titoli a breve termine con scadenza non superiore ad un anno), il Mef ha annunciato che verranno emessi 8,5 miliardi di euro di Bot 12 mesi, con data di regolamento per venerdì 13 febbraio: quel giorno sono in scadenza, inoltre, 8,8 miliardi di euro di Bot sempre di durata annuale. Ancora nel mese sono previste altre aste martedì 24 febbraio per Btp Short e Btp€i, mercoledì 25 per i Bot e giovedì 26 per i titoli a medio lungo termine.
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