a confronto i Souls sono facilissimi!
E’ un dato di fatto ormai ben assodato: i vecchi videogiochi sono decisamente più difficili rispetto a quelli odierni per molteplici fattori differenti, a partire dalle diverse esigenze di mercato fino al pubblico più di nicchia ma ben disposto a mettersi alla prova con sfide estreme. E 40 anni fa ce n’erano tantissime.
Di seguito vi citiamo 5 giochi veramente difficili degli anni ’80, roba che farebbe impallidire ancora oggi ma che, nonostante tutto, si finisce con l’amare data la loro generale bellezza:
Castlevania
Un vero e proprio mito targato Konami, una serie che ha fatto la storia degli Action/Platform e degli Action/Adventure in generale, contribuendo poi a sdoganare in tutto il mondo il fenomeno dei Metroidvania. Ed anche una delle serie più difficili in circolazione, almeno tenendo conto delle sue primissime iterazioni.
Eh sì, i Castlevania dell’epoca NES sono passati alla storia non solo per la loro originalità, le atmosfere horror memorabili e una giocabilità immediata ed assuefacente, ma anche per una difficoltà spesso brutale tra platforming molto insidioso e tanti nemici aggressivi su schermo, per non parlare degli imprevedibili Boss. Castlevania II Simon’s Quest era poi strutturato come una vera e propria avventura non lineare ed oltre alle difficoltà legate ai combattimenti si aggiungevano anche quelle esplorative considerato che spesso era difficile capire in quale direzione muoversi. Eppure la trilogia NES è diventata un simbolo degli anni ’80 (ma anche ’90 considerato che Castlevania III Dracula’s Curse è sbarcato in occidente nel 1990), capace di appassionare e tenere incollati allo schermo come pochissimi altri giochi.
Ghosts ‘n Goblins
Il capolavoro Capcom che ha cambiato per sempre il volto delle sale giochi così come anche delle console che lo hanno ospitato è passato alla storia anche per la sfida brutale con la quale ha messo alle strette chiunque gli si sia avvicinato.
Ghosts ‘n Goblins si può considerare un gioco spietato che ti mette subito alle strette già dalle sue primissime schermate lanciandoti addosso qualunque zombie e spiritello maligno possibile, e nel giro di un attimo il prode cavaliere Arthur si ritrova dapprima in mutande e poi successivamente trasformato in un mucchietto di ossa. Però Ghosts ‘n Goblins era un gioco impossibile da non amare, bellissimo non solo da giocare ma anche da vivere grazie al suo epico comparto audiovisivo a tinte horror.
Mega Man
Ancora Capcom, che ai tempi ci aveva preso davvero gusto nel rendere ogni suo gioco una vera e propria sfida titanica. E il mitico Mega Man non fu certo da meno già dal capostipite del 1987, un classico che ha riscritto le regole degli Action/Platform ma che di certo ha fatto anche perdere la pazienza a migliaia di giocatori in tutto il mondo.
Platforming che non perdona il minimo errore, tanti nemici da affrontare e che respawnano continuamente, trappole mortali ad ogni angolo (come le famigerate punte che uccidono all’istante il nostro eroe) e Boss che attaccano senza sosta: questi gli ingredienti di Mega Man. Il successivo ed immenso Mega Man 2 provò a calmare un minimo le acque aggiungendo una modalità pensata per giocatori meno pratici, ma alla fine il risultato non cambiava: era sempre un gioco duro e spietato. Sarà così anche per il futuro Mega Man Dual Override in uscita nel 2027?
Metroid
Giocare Metroid su NES deve essere stato un vero incubo per chiunque. Nonostante l’indiscutibile bellezza del classico Nintendo, la primissima avventura di Samus Aran era un’avventura molto grossa ed elaborata per gli standard dell’epoca, e ritrovarsi ad esplorare i suoi scenari labirintici senza uno straccio di mappa di sicuro ha scatenato parecchi mal di testa.
In Metroid non era difficile soltanto trovare la giusta via in quello scenario così ampio ed articolato, ma le continue insidie mortali racchiuse in ogni stanza, che si trattassero di ostacoli ambientali o dei tanti nemici che affollavano le varie ambientazioni, rendevano ogni nostro passo una vera e propria fonte d’ansia. Metroid era un gioco d’avventura nel vero senso del termine, una dalla struttura che al giorno d’oggi non si vede più.
Ninja Gaiden
Il primissimo Ninja Gaiden del 1988 ti conquistava con una giocabilità frenetica, musiche spettacolari e livelli complessi e ben articolati, ma al tempo stesso ti faceva impazzire con una difficoltà estrema che puniva duramente anche la più minuscola delle distrazioni.
Per godersi l’avventura originale di Ryu Hayabusa bisognava avere per davvero riflessi da ninja e non lasciare assolutamente nulla al caso, ma anche affinando al massimo le proprie abilità ed imparando a memoria la caratterizzazione dei livelli era comunque un’impresa titanica arrivare ai titoli di coda. Anche perché se si moriva all’ultima fase del boss finale bisognava ricominciare da capo l’intero atto finale. Insomma, la produzione Tecmo è sempre stata infame e senza un briciolo di pietà, caratteristiche che sono rimaste intatte ancora oggi: l’attuale Ninja Gaiden 4 è un Action puro e brutale, e in tal senso rende quindi onore alla sua storica serie di appartenenza.
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