Basilicata

Rende, Gianluigi Nuzzi porta al Tau “La fabbrica degli innocenti”

Gianluigi Nuzzi arriva a Rende: la verità criminale sotto assedio de “La fabbrica degli innocenti”. Uno spettacolo che scava senza filtri nei meccanismi più oscuri della disinformazione e della giustizia mediatica.


RENDE (COSENZA) – Domani sera, 8 febbraio, il Teatro Auditorium dell’Unical si trasformerà in un laboratorio di cronaca nera e di verità sotto attacco: Gianluigi Nuzzi, giornalista e conduttore di “Quarto Grado”, arriva con “La fabbrica degli innocenti”, uno spettacolo che scava senza filtri nei meccanismi più oscuri della disinformazione e della giustizia mediatica. Conosciuto per l’equilibrio, la rigorosità e la sensibilità con cui racconta i casi più efferati del nostro Paese, Nuzzi porta sul palco il cuore pulsante di una riflessione che va ben oltre il giallo televisivo. “La fabbrica degli innocenti” non è solo un racconto di delitti: è un’inchiesta sul lato oscuro dell’informazione, dove la verità accertata viene frammentata, reinterpretata e ribaltata per creare colpevoli alternativi e spettacolo mediatico.

Prodotto da Stefano Francioni Produzioni, Vincenzo Berti e Gianluca Bonanno per Ventidieci e Green Factory, scritto da Nuzzi con Martina Maltagliati, diretto da Enrico Zaccheo, con musiche di Davide Cavuti e luci di Marco Palmieri, “La fabbrica degli innocenti” non è solo uno spettacolo: è un monito potente, una lezione di civiltà e di responsabilità in un’epoca in cui la verità è sempre più messa alla prova. Un appuntamento che intende offrire al pubblico occasioni di riflessione, approfondimento e spettacolo di qualità, inserito nella programmazione diretta da Alfredo De Luca e parte del progetto “DAS – Borghi d’Arte e di Scena”, cofinanziato dalla Regione Calabria nell’ambito dell’avviso di distribuzione teatrale, patrocinato dagli enti coinvolti e realizzato con il contributo dell’Università della Calabria.

Gianluigi Nuzzi al Tau di Rende

Al centro della narrazione tre casi simbolo della cronaca italiana: l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco con Alberto Stasi, l’omicidio di Yara Gambirasio con Massimo Bossetti, la strage di Erba con Rosa Bazzi e Olindo Romano. Casi giudicati con sentenza definitiva, ma che hanno subito una martellante campagna di fake news, ricostruzioni distorte, accuse e sospetti infondati, capaci di delegittimare processi, investigatori e persino i familiari delle vittime.

Nuzzi mostra come funziona la “fabbrica degli innocenti”: una macchina infernale che trasforma fatti accertati in narrazioni sensazionalistiche ma false, costruendo complotti, manipolando prove e mettendo sotto assedio la vita di chi indaga o chi ha subito la perdita di una persona cara. Chi entra in questa fabbrica diventa pedina e vittima: investigatori aggrediti mediaticamente, magistrati sotto pressione, famiglie trascinate nel fango, persone ricoverate per stress e traumi. Lo spettacolo entra nei dettagli più crudi dei casi, smonta una a una le falsità circolate sui media e sui social, e ricostruisce le verità processuali, passo dopo passo. Con immagini, documenti, contributi video e audio avvolgenti, Nuzzi guida il pubblico attraverso una rete di inganni e speculazioni, dimostrando come le fake news possano costruire verità alternative convincenti, destabilizzanti e dannose.

La verità criminale sotto assedio con “La fabbrica degli innocenti”

La scenografia minimalista – al centro una redazione, gigantografie dei protagonisti e un videowall – accompagna la narrazione, trascinando il pubblico direttamente nei casi e trasformando ogni storia in un viaggio che fonde rigore giornalistico e spettacolo teatrale. «”La fabbrica degli innocenti” è un allarme- spiega il conduttore di “Quarto Grado” – non solo sulla manipolazione dell’informazione, ma sul pericolo di una giustizia mediatica che prende il posto di quella reale. La gogna pubblica distrugge chi la subisce, chi manipola la verità ne approfitta, e la fiducia nelle istituzioni crolla».


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