Mini vitalizi, serve un passo indietro
Sul caso dei mini vitalizi in regione Basilicata, arriva l’intervento del segretario generale della Uil Basilicata Vincenzo Tortorelli che invita il presidente Bardi a fare un passo indietro: «Sarebbe un segnale concreto»
Pubblichiamo il testo della lettera aperta che il segretario generale della Uil Basilicata Vincenzo Tortorelli ha inviato al Presidente della Regione Vito Bardi, sulla “questione vitalizi” ai consiglieri regionali.
«Egregio presidente, mi rivolgo a Lei pubblicamente, con senso di responsabilità istituzionale e con il rispetto dovuto al ruolo che ricopre, nella convinzione che, soprattutto nei momenti più difficili, la trasparenza e il confronto siano strumenti indispensabili per rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Il provvedimento deliberato dal Governo regionale in materia di vitalizi ha riaperto una discussione che va ben oltre il perimetro tecnico e giuridico. È un dibattito che riguarda il rapporto tra politica e società, il senso delle priorità pubbliche e la capacità delle istituzioni di interpretare il tempo che stiamo vivendo.
MINI VITALIZI, LA FASE DI PROFONDA SOFFERENZA SOCIALE DELLA BASILICATA
La Basilicata attraversa una fase di profonda sofferenza sociale. I dati sulla povertà, come ci mostrano le numerose analisi della Caritas, sono in costante aumento; il numero delle famiglie in difficoltà cresce e migliaia di persone vivono con redditi insufficienti a garantire condizioni di vita dignitose. In questo contesto, il tema delle pensioni minime rappresenta una delle emergenze più evidenti: anziane e anziani che hanno lavorato una vita intera si trovano oggi a dover scegliere tra spese essenziali, cure sanitarie e bisogni primari.
LA PROPOSTA DI LEGGE A SOSTEGNO DEI PENSIONATI AL MINIMO
Non è un caso che in Consiglio regionale sia stata presentata dalla nostra Organizzazione una proposta di legge a sostegno dei pensionati al minimo.
È un segnale importante, che intercetta un bisogno reale e diffuso e che meriterebbe di essere posto con forza al centro dell’agenda politica regionale, insieme a interventi strutturali di contrasto alla povertà. Accanto a questa emergenza, vi è quella, altrettanto drammatica, del lavoro. Migliaia di lavoratrici e lavoratori lucani sono oggi coinvolti in percorsi di cassa integrazione e di ammortizzatori sociali, con un aumento senza precedenti che testimonia la fragilità del nostro sistema produttivo.
FAMIGLIE CHE VIVONO NELL’INCERTEZZA
Dietro questi numeri ci sono persone, famiglie, comunità intere che vivono nell’incertezza e attendono risposte concrete sul futuro occupazionale e industriale della Regione. È in questo scenario che il provvedimento sui vitalizi assume un significato che va oltre la sua legittimità formale.
La questione centrale non è soltanto se una scelta sia consentita dalle norme, ma se essa sia coerente con il momento storico e con le condizioni materiali in cui vive una larga parte della popolazione lucana. La politica è credibile quando dimostra di saper dare l’esempio, di saper esercitare sobrietà e di saper orientare le risorse pubbliche verso chi ha più bisogno.
Lo è ancora di più quando sceglie di interrogarsi sull’opportunità delle proprie decisioni, soprattutto quando esse incidono, anche simbolicamente, sulla percezione di equità e giustizia sociale.
DAI MINI VITALIZI ALLE RISORSE DESTINATE AGLI INTERVENTI SOCIALI
Particolarmente delicato appare il tema dell’utilizzo delle risorse destinate agli interventi sociali, che dovrebbero rappresentare un presidio certo e riconoscibile per il sostegno alle fasce più fragili, a pensionate e pensionati in difficoltà, ai nuclei colpiti dalla perdita o dalla sospensione del lavoro, ai giovani in attesa di un’opportunità nella loro terra, a quelle famiglie che hanno perso per sempre un loro familiare sul posto di lavoro ritrovandosi senza alcun sostegno.
Questa lettera non nasce da una logica di contrapposizione, ma dall’esigenza di sollecitare una riflessione istituzionale profonda e responsabile.
L’INVITO A RIPENSARE AL PROVVEDIMENTO
Un eventuale ripensamento sul provvedimento adottato rappresenterebbe un segnale forte, reale, concreto, di attenzione verso il contesto sociale ed economico della Basilicata e verso le priorità che oggi chiedono risposte immediate.
La Basilicata, come stiamo registrando anche nel nostro dialogo costante con i sindaci lucani, ha bisogno di politiche coraggiose contro la povertà, di un impegno concreto a favore di pensionate e pensionati al minimo, di scelte chiare per il lavoro e per le tante lavoratrici e lavoratori in cassa integrazione che attendono certezze. È su questo terreno che si misura, oggi, la qualità dell’azione pubblica e la capacità delle istituzioni di essere all’altezza delle aspettative delle Persone. Noi saremo sempre pronti al confronto, seguendo la stella polare della difesa del mondo del lavoro.
*segretario regionale
Uil Basilicata
Source link




