Bolzano non sanziona gli imbrattamenti
Nel 2025, a Bolzano, non è stata elevata nemmeno una sanzione per imbrattamenti di muri, facciate, monumenti o arredi urbani. A certificarlo è il comando della polizia municipale di Bolzano, che in risposta a una richiesta formale di BZ News 24 ha comunicato come, nell’intero anno, non siano state “accertate infrazioni” per questa tipologia di illecito. Il dato è netto, ufficiale, e stride con una percezione diffusa: le scritte sui muri in città non sono scomparse. Anzi, per molti residenti rappresentano uno degli elementi più visibili del degrado urbano. Lo era anche per gli esponenti della stessa lista civica del sindaco Corrarati dieci mesi fa all’opposizione. Eppure, tra percezione e numeri, il divario è totale. Il bilancio dell’attività di polizia locale per il 2025, d’altronde, lo lasciava intendere.
A spiegare la difficoltà di intervenire è lo stesso primo cittadino Claudio Corrarati, che sottolinea come individuare i responsabili sia complesso perché “andrebbero colti sul fatto”, aggiungendo che imporre le pulizie ai condomini sarebbe ugualmente un tema delicato. Una posizione che però apre un interrogativo politico e amministrativo: tra zero sanzioni e il tentativo di colpire almeno alcuni episodi, la differenza esiste. Anche perché l’Articolo 3 del Regolamento di polizia urbana è molto chiaro e spiega come sia vietato deturpare, rovinare o imbrattare qualsiasi edificio pubblico. “La violazione comporta sanzioni pecuniarie da 600 a 1.000 euro che vengono aumentate della metà in caso di recidiva”. Lo stesso Corrarati comunque rivendica una scelta diversa, spiegando di preferire “puntare sulla pulizia”, convinto che “trovare una città pulita sia più efficace della sanzione in sé nel prevenire nuovi imbrattamenti”.


Nel 2025, comunque, almeno due episodi di imbrattamento hanno portato rapidamente all’individuazione dei responsabili: il 23 gennaio un insegnante autore di una scritta contro la premier Meloni su un quadro elettrico è stato identificato e denunciato; il 25 marzo, in via Giulini, una giovane donna di area anarchica è stata colta sul fatto e denunciata da un agente. Episodi che dimostrano come, quando l’intervento avviene in flagranza o quasi, l’individuazione sia possibile. Entrambi sono stati portati a termine della polizia di Stato (il secondo da un agente in borghese). Arrivare a prendere i responsabili, dunque, è certamente molto complesso ma evidentemente non sempre impossibile. Il territorio della città, per esempio, é sempre più videosorvegliato.
Il tema non è nuovo e affonda le radici negli anni precedenti. Il 6 marzo 2025, Claudio Della Ratta e Gianni Rossato, allora all’opposizione, presentavano un’interrogazione per conoscere lo storico delle sanzioni legate agli imbrattamenti. Il riferimento era agli anni di amministrazione Caramaschi. Oggi siedono nella maggioranza che sostiene il sindaco Claudio Corrarati (uno assessore e l’altro consigliere) e ne sono addirittura parte della stessa lista, ma allora la posizione era chiara: senza dati, non è possibile capire se il contrasto al fenomeno sia stato davvero una priorità. Undici mesi fa per La Civica le sanzioni erano strumento necessario al contrasto del fenomeno.

La risposta del comando della polizia municipale, arrivó il 13 marzo 2025, raccontando una storia precisa. Tra il 2020 e il 2024 erano stati avviati nove procedimenti penali per imbrattamenti: uno nel 2020, tre nel 2021, tre nel 2022, due nel 2023. Nessuno nel 2024 e nessuno nei primi mesi del 2025. Il 2025 si chiude ugualmente con zero sanzioni: nessun cambio di passo nei numeri.
I numeri, insomma, raccontano di una scelta politica precisa: privilegiare la rimozione del degrado rispetto alla repressione del comportamento che lo genera. Favorire la cultura del pulito rispetto alla mano ferma: curiosamente un approccio generalmente più di sinistra che di destra. Una strategia legittima, ma che lascia aperto il rischio che le zero sanzioni, esattamente come avviene per i petardi, apra la strada, alla fine, ad una sostanziale sensazione di impunità nel lordare la città.
✍️ Alan Conti




