Bolzano, sos alloggi: Ipes in Comune con il piano – Cronaca
BOLZANO. Il meleto oltre via Resia per ora non si tocca e sulle palazzine di via Aslago è tutto da rifare. A Bolzano servono più di mille alloggi sociali e non ci sono terreni.
Il Comune l’ha detto più volte all’Ipes che ha fatto i compiti e ieri pomeriggio si è presentato in sala giunta.
La presidente Francesca Tosolini, i funzionari Barbara Tschenett e Dietmar Hafner, hanno consegnato il dossier da oggi nelle mani del sindaco Claudio Corrarati e del vice Stephan Konder.
Presenti all’incontro – definito da entrambe le parti «positivo e costruttivo» – gli architetti Paolo Bellenzier e Alessandra Montel.
Il meleto conteso
Un bel numero di alloggi potrebbe sorgere al posto del meleto conteso oltre via Resia, tra Firmian e Casanova. Acquistato nel 2001 dall’Ipes su indicazione dell’allora giunta Salghetti “compratelo poi ci pensiamo noi a cambiare destinazione”, per costruirci sopra 70 alloggi, molto probabilmente non si toccherà.
Almeno non ora.
«L’area – ha detto ieri il Comune – attualmente è classificata come “verde agricolo”. Un eventuale cambio di destinazione d’uso potrà essere preso in considerazione solo dopo la definizione del Programma di Sviluppo Territoriale, all’interno del quale potranno eventualmente essere valutate modifiche agli strumenti urbanistici».
Aslago, tutto da rifare
L’Ipes ieri ha chiesto soluzioni al Comune per l’area di via Aslago per passare da 55 a 170/180 alloggi. In via Aslago 7/3 l’Istituto per l’edilizia sociale è proprietario – infatti – di sei palazzine datate e ormai semivuote. Alcune sono però abitate da 14 privati.
Oggi ci sono come detto 55 appartamenti, per realizzarne fino a 180, è necessario che il Comune aumenti l’indice di cubatura.
Il piano di vicolo Gumer di cui si parla da anni punta ad abbatterle e riservare il 40% agli alloggi sociali, 40% all’edilizia agevolata (coop), 20% ad alloggi privati a prezzo calmierato. Ma è tutto fermo.
L’immobile
Il Comune ieri ha ribadito la propria disponibilità a rivalutare gli indici di cubatura ma ha chiarito che, per poter avviare una programmazione condivisa, l’amministrazione comunale necessita di un quadro decisionale chiaro e di un unico interlocutore.
«Poiché non sono stati risolti i problemi di comproprietà tra Ipes e inquilini proprietari – dice il Comune – non si è giunti a un’intesa e il progetto originario, che prevedeva la realizzazione di circa 160 alloggi, non potrà essere attuato come inizialmente ipotizzato. L’Ipes ha pertanto comunicato che il progetto è in fase di rimodulazione e che nei prossimi mesi ci verrà presentata una proposta diversa. In questa fase, è stato sottolineato, il ruolo del Comune resta marginale rispetto alle scelte progettuali dell’Istituto».
Cantieri chiusi nel 2028
Almeno 93 alloggi stanno per diventare realtà ma sono passati anni. Si tratta dell’operazione partita da poco che porterà all’edificazione di 65 alloggi al posto dell’ex convitto St. Josef ad Aslago e dei lavori – previsti in estate – per la torre in legno da 28 alloggi e 35 garage nell’area Prati di Gries. Entrambi i cantieri – assicurano all’Ipes – andranno a concludersi entro il 2028. Una doppia certezza.
Firmian, seconda torre
Ulteriore tema affrontato ieri è stato quello della “seconda torre” a Firmian. Esiste infatti uno spazio disponibile su terreno comunale e una cubatura residua di proprietà della Provincia che ha già espresso la sua disponibilità alla realizzazione, a cura di Ipes, di 8-10 alloggi sociali.
Ex Bagni di zolfo
L’Istituto ha chiesto lumi sul futuro dell’ex hotel Bagni di Zolfo, chiuso ormai da tempo. Al suo posto potrebbe sorgere una casa albergo per personale sanitario o una struttura per padri separati, ma non se ne è saputo nulla. «La Provincia non si è ancora espressa sulla destinazione futura. In particolare – hanno detto ieri pomeriggio i vertici del Comune – dovrà essere chiarito se si intenda procedere con una trasformazione in residenza con destinazione a “casa albergo per lavoratori”, offrendo alloggi temporanei, oppure se siano previste soluzioni alternative. Una decisione in merito è attesa nel mese di febbraio. L’area potrebbe consentire indicativamente la realizzazione di circa 35 nuovi alloggi. Occorre – ripete il Comune – che la Provincia decida come utilizzarla per permettere a noi di approvare una variante al Puc (Piano urbanistico comunale)».
Tre Gobbi
Ieri è stata esaminata anche la situazione dell’edificio di via Maso della Pieve, l’ex “Tre Gobbi”, utilizzato come casa albergo per lavoratori.
«Il progetto prevede la demolizione e la ricostruzione dell’edificio. L’Ipes – dice il Comune – ha avviato la procedura di assegnazione della progettazione per la realizzazione di circa 25 alloggi».
Area ex Gorio ai Piani
Per quanto riguarda l’area delle ex caserme Gorio ai Piani il Comune ha ricordato che una porzione è della Provincia e lì potrebbe essere realizzata una palazzina Ipes. «La pianificazione – chiude il Comune – è attualmente in corso».
Confronto continuo
Corrarati, Konder e Tosolini sottolineano l’importanza di un confronto continuo e costruttivo tra le istituzioni, ribadendo che incontri di questo tipo si ripeteranno con cadenza periodica.




