13 milioni. In vendita opifici, cantiere, vigneti e sede operativa a Montecarotto
MONTECAROTTO – È partito il conto alla rovescia per l’asta che metterà in vendita la cooperativa vitivinicola Terre Cortesi Moncaro. La data della vendita non è ancora stata fissata, ma indiscrezioni concordano nel collocarla all’inizio di marzo. Il prezzo base è fissato in poco più di 13 milioni di euro: 13.028.190 euro per l’intero gruppo. Nel perimetro della vendita rientrano tutti i beni dell’ex prima cooperativa vitivinicola delle Marche: le sedi, gli opifici e le strutture produttive delle cantine di Montecarotto, Camerano e Acquaviva Picena; gli ettari di vigneti distribuiti sul territorio regionale; tutti i terreni agricoli e gli immobili, inclusi casolari.

La stima
Le perizie sono state redatte dalla commercialista jesina Simonetta Romagnoli e dall’agronomo Giovanni Cimarelli e consegnate al commissario nominato dal Mimit, Gian Paolo Cocconi. I rami di azienda nel dettaglio sono stati così stimati: Montecarotto, 6.589.690 euro di cui solo la cantina 2.369.000 euro, il ristorante 546.360 euro, la bottaia 176.400 euro; la cantina di Camerano, 1.220.500 euro; la cantina di Acquaviva Picena, 2.380.500 euro. I poderi di Castelplanio (capannone, fabbricati, vigneti e noceto), 1.455.500 euro ; di Rosora (vigneti, seminativi e casolare) 1.052.000; di Poggio San Marcello (vigneto, bosco, edificio), 330.000 euro. La valutazione sta già circolando in ogni angolo delle Marche, ma anche fuori regione e pure oltre i confini nazionali. Cordate di potenziali acquirenti si formano e si disfano in base agli interessi in gioco: c’è chi guarda ai vigneti, chi punta sull’imbottigliamento, chi è interessato al brand e ai suoi sbocchi commerciali. All’interno della perizia trova spazio anche una valutazione, curata da Innova Partners, sul portafoglio marchi: 52 etichette complessive, di cui 9 registrate solo in Italia, due protette in Giappone, una in Cina, una negli Stati Uniti, mentre tutte le altre risultano valide in tutta l’Unione europea e nel Regno Unito. Un patrimonio immateriale che il commissario Cocconi ha presidiato fin dall’inizio del suo incarico. Nel suo mandato, aveva il compito di gestire la liquidazione garantendo al tempo stesso la continuità operativa e la presenza sui mercati più strategici. I numeri delle vendite più recenti raccontano di una cooperativa che, pur in procedura, ha ripreso a muoversi. Sul fronte interno, Moncaro ha riattivato rapporti con la grande distribuzione organizzata. All’estero è presente in Belgio, Regno Unito, Olanda, Germania e nei Paesi scandinavi.
Il bando
In Svezia si è aggiudicata un bando di gara del monopolio statale per la fornitura di Rosso Piceno biologico: 376 punti vendita da giugno 2026. Un risultato che, per gli analisti, dimostra la capacità della cooperativa di rispondere ai requisiti – qualità, certificazioni, volumi e continuità nelle forniture – richiesti dai mercati più regolamentati. La coop marchigiana, inoltre, si presenta all’asta forte anche di un accordo pluriennale con la cooperativa di viticoltori “Uve Unite”: per sei anni Uve Unite si impegna a conferire le uve a Moncaro e Moncaro ad acquistarle. Un accordo che obbedisce alla volontà del ministro Urso di consolidare la filiera vitivinicola marchigiana garantendo un legame con il territorio.




