Bolzano, quaranta amiche sono le “Muse leggere” – Cronaca
BOLZANO. Sono più di quaranta, sono tut- te donne e di tutte le età (dai 15 ai 70 anni), sia di lingua italiana che tedesca e sono tutte appassionate di teatro, musica ed eventi culturali in generale.
Sono Le Muse Leggere, club di sole donne che prende il nome dalla rassegna teatrale che loro amano di più, Le Muse Leggere, che il Circolo l’Obiettivo porta in scena al Teatro Comunale di Bolzano.
Elisabeth Simonini, Stefania Di Donato e Monika Paris sono tra le fondatrici e le potavoce, quelle che tengono i contatti e organizzano la vivace vita sociale del club, e con loro abbiamo parlato per farci raccontare la storia e la genesi di questo gruppo decisamente particolare.
Chi sono le Muse Leggere?
Il profilo del gruppo è molto eterogeneo sia per età (dai 15 ai 70 anni), sia per ceppo linguistico (conta persone di madrelingua italiana e tedesca), sia per profilo professionale — chi lavora nel settore pubblico, chi nel privato, chi è poliziotta, chi opera in ospedale. Unici elementi in comune sono il fattore femminile (siamo tutte donne) e la voglia di condividere esperienze interessanti. Con il passaparola di anno in anno sempre più amiche hanno avuto il piacere di unirsi, sino ad arrivare all’inizio di questa nuova stagione a contare 45 presenze.
Come, dove e quando è nato il club “Le Muse Leggere”?
Dieci anni fa, durante una cena autunnale in sei amiche abbiamo deciso di ritagliarci un appuntamento mensile tutto nostro. Tra le offerte culturali del panorama bolzanino, il nostro interesse si è rivolto alla rassegna La Musa Leggera, una proposta di prosa, musical e cabaret che incontrava l’interesse di tutte. Lucio Paone, il direttore artistico dell’Associazione l’Obiettivo è stato il motore che ha permesso a questo gruppo di poter crescere ed esplorare questo mondo delle iniziative culturali. Senza il suo supporto e la sua dedizione al gruppo non saremmo riuscite a crescere in così poco tempo.
Ironicamente abbiamo creato un gruppo WhatsApp chiamato Le Muse Leggere, nome ispirato in primis alla rassegna, ma rafforzato dalla nostra identità tutta al fem- minile e attraversato da quello spirito di leggerezza e allegria che contraddistingueva e contraddistingue i nostri momenti insieme.
Vi riunite regolarmente? E cosa fate?
Grazie a questa rete ognuna di noi ha avuto modo di allargare fortemente le proprie amicizie e conoscenze ed è accaduto qualcosa di straordinario, qualcosa che solo un gruppo di donne riesce a creare: una rete solida, viva, sempre attiva. È un gruppo molto libero, dove ognuna di noi condivide eventi o propone attività, opportunità che ci consente di incontrarci anche più volte durante l’anno, non solo per il teatro. Ci ritroviamo ai vari spettacoli e ci sediamo tutte vicine e ci teniamo costantemente ag- giornate sugli eventi che potrebbero interessarci: musical, concerti, mostre e molto altro. Abbiamo già organizzato giornate sulla neve, visite in altre città italiane, feste in maschera e, durante l’ultimo periodo natalizio, il nostro amatissimo “Engele Bengele”, il Babbo Natale segreto che ogni anno ci regala sorrisi e complicità.
Come fate a restare in contatto tra di voi?
Il nostro canale di comunicazione principale è WhatsApp, ma utilizziamo anche altri social come Facebook e Instagram per aggiornarci sulle novità, condividere informazioni sugli eventi e ringraziare gli artisti che seguiamo. WhatsApp viene utilizzato an- che come canale per proporre a volte un outfit coordinato (può trattarsi anche di un piccolo accessorio) che in modo totalmente libero e divertito proponiamo per omaggiare lo spettacolo programmato e sentirci gruppo.
Cosa apprezzate maggiormente della rassegna da cui prendete il nome?
Il programma delle stagioni è un concentra- to di divertimento, fantasia e cultura. Abbiamo una vera passione per il varietà, che continua a regalarci quel sorriso prezioso e necessario in tempi così inquieti. Abbiamo grande attesa ed entusiasmo anche per la nuova stagione che ci attende, a nostro av- viso ricca e raffinata, come l’omaggio al premio Oscar Ennio Morricone; la commedia A qualcuno piace caldo; l’attesissimo musical Tootsie; la nuova invenzione comica di Paolo Ruffini; il capolavoro dell’operetta viennese Il Pipistrello (in italiano), e la speciale serata con il fisico più amato d’Italia, Vincenzo Schettini.
Preferite i musical o le operette? È impor- tante per voi la presenza di “grandi nomi” nel cast?
Al nostro gruppo piacciono molto i musical e il cabaret, ma sono apprezzate anche le operette. Con i comici il discorso cambia: alcuni nomi hanno il potere di riportarci indietro nel tempo, evocando ricordi e atmosfere familiari, mentre nuovi talenti sorprendono per la fresca originalità e capacità di far ridere in modo inaspettato. I grandi nomi indubbiamente attirano forte attenzione, tuttavia, la vera magia nasce da quegli spettacoli senza celebrità, inseriti nell’abbonamento, che poi grazie all’eccellenza degli attori si rivelano straordinari, sia nella recitazione che nel ballo.
Riuscite a infilarvi nei camerini dopo gli spettacoli e a conoscere i vostri idoli?
Le foto con gli artisti sono nate per caso, una sera, dopo uno spettacolo: ci siamo ritrovate fuori dal teatro insieme al cast e abbiamo colto l’occasione. Da allora, scattare una foto al termine degli spettacoli è diventato per noi un modo speciale per ringraziare gli artisti delle ore piacevoli che ci hanno regalato.
Voi uscite di sera, molte immaginiamo da sole, per andare agli spettacoli teatrali. Vi sentite sicure?
Vorremmo maggiore sicurezza nei parcheggi limitrofi. Come donne cerchiamo sempre di evitare di raggiungere da sole le nostre auto, soprattutto nelle ore serali. Inoltre, sarebbe molto utile anche ripristinare la possibilità di un parcheggio convenzionato con il teatro, valido per due o tre ore, come avveniva un tempo. La paura non ci ferma, vogliamo appropriarci della nostra vita.




