Calabria

Cure troppo care e attese infinite, in Calabria cresce il numero dei rinunciatari

Bisognerebbe risalire il filo della storia, trovare il primo nodo, quello che serve per comprendere la sofferenza di una terra complicata come la Calabria. Le correnti umane soffiano con violenza dentro una regione che continua ad incrinarsi in mezzo a crepe sociali che si spalancano man mano che cresce la fatica di sopravvivere. La povertà non è più solo quella delle anime in pena, degli ultimi che si accalcano nelle periferie sociali più remote e compaiono nei tradizionali report.

Il disagio, adesso, è fatto di sciami di umanità che si muovono da invisibili dentro una terra che vive ogni giorno sola di fronte al cielo. I nuovi poveri sono quelli che, pur avendo un reddito e, spesso, anche una casa, faticano a pagare l’affitto e il riscaldamento, a mantenersi in regola con le bollette, a mandare i figli a scuola, a fare il pieno all’auto. E, soprattutto, non hanno i soldi per curarsi.
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale


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