Influenza, in Liguria boom di vaccinati prima del picco: “Così abbiamo limitato i ricoveri”

Genova. Due settimane prima del picco influenzale la Liguria aveva 108mila vaccinati in più rispetto all’anno precedente, una crescita che supera il 50%. Il dato, fornito oggi in conferenza stampa dall’assessore Massimo Nicolò e dal coordinatore della task force Matteo Bassetti, sarebbe alla base dell’impatto relativamente basso del virus nella nostra regione, dove la campagna nel 2025 è partita già a settembre per poi offrire la vaccinazione gratuita a tutta la popolazione a partire dal 20 ottobre.
“Sono molto soddisfatto perché questa task force ha funzionato molto bene – commenta l’assessore Nicolò -. Abbiamo precorso i tempi. La gratuità dei vaccini è stata apprezzata da tutti ed è stata anche copiata tardivamente da altre regioni. Abbiamo avuto quasi 50mila vaccinazioni in più, questo è un grande risultato. La popolazione ha risposto molto bene, soprattutto perché abbiamo dato ampia comunicazione, abbiamo creato punti vaccinali in tutte le location, per esempio fuori dallo stadio. L’obiettivo della vaccinazione su larga scala è evitare le complicanze, cioè le gravi polmoniti che ìpurtroppo in altre regioni si sono verificate perché avevano una situazione vaccinale molto più arretrata. Nel nostro caso abbiamo avuto un numero di complicanze, quindi di ricoveri al pronto soccorso e nei reparti di malattie infettive, decisamente contenuto”.
“La gratuità per tutti i cittadini è stata la chiave di volta di questa campagna, insieme al lavoro della task force che ha definito, tra l’altro, un protocollo strutturato per il trattamento dell’infezione influenzale, evidenziando le attività e le strategie da adottare sia sul territorio sia in ambito ospedaliero, per una prevenzione efficace e una gestione clinica appropriata dei pazienti. La Liguria ha affrontato la stagione influenzale 2025–2026 con ottimi risultati, dimostrando che programmazione, prevenzione e interventi tempestivi fanno la differenza”, aggiunge Nicolò.
“È andata benissimo, al di là di ogni più rosea aspettativa – rimarca Bassetti, direttore della clinica di malattie infettive del San Martino -. La Liguria è nuovamente al primo posto nella gestione di questo fenomeno, dopo averlo fatto così bene già nel periodo Covid. Noi non dobbiamo guardare alle 50mila dosi di vaccino in più dell’anno scorso, un dato straordinario, ma alla settimana prima di Natale, cioè a quelli che avevano gli anticorpi per il picco. Siamo la regione italiana che è stata meglio nel periodo del picco, tra l’ultima settimana di dicembre e le prime due settimane di gennaio. Parliamo della regione più vecchia d’Italia, quella che doveva avere più problemi e invece ne ha avuto meno. I dati supportano l’idea che l’assessore ha avuto di riunirsi molto presto e mi auguro che serva per il futuro. Di influenza bisogna parlare tutto l’anno. Questo, naturalmente, è quello che abbiamo imparato dal Covid”.
Secondo i dati riportati dalla Regione, due settimane prima del picco erano 312.880 i liguri vaccinati contro l’influenza contro i 204.087 dell’anno precedente. “È una proporzione enorme che riguarda soprattutto la popolazione fragile”, sottolinea Bassetti. La stagione si è chiusa con 341.655 dosi complessive contro le 293.006 del 2024. Circa 10mila dosi sono state “guadagnate” dalle categorie non prioritarie, segno che la campagna di sensibilizzazione ha attecchito anche tra i pazienti senza particolari fragilità.
Nella settimana del picco (tra fine 2025 e inizio 2026) la Liguria ha contato 1.096 accessi per patologie respiratorie. Tra questi sono stati rilevati 274 casi di influenza, di cui 96 sono stati ricoverati, e ben 59 di loro non erano stati vaccinati.
Dall’inizio del monitoraggio, a dicembre, si sono registrati complessivamente 7.277 accessi in pronto soccorso per patologie respiratorie, con 1.423 casi di influenza ricoverati: “Di questi – continua Bassetti – circa il 65% non era vaccinato, a conferma dell’efficacia della vaccinazione nel ridurre le forme più gravi. L’influenza è una malattia prevenibile e prevedibile: servono interventi strutturati, ma soprattutto tempestivi. La lungimiranza di aver istituito la task force già a settembre ha permesso alla Liguria di ‘fare la formica’ e di raccoglierne oggi i frutti. La Liguria torna così ‘prima della classe’ e protagonista a livello nazionale sull’influenza”.
A livello nazionale sono stati registrati 441 casi gravi di influenza, di cui il 44 (circa il 10%) risulterebbero in Liguria. Dati non veritieri, secondo Bassetti: “È chiaro che noi seguiamo le disposizioni, mentre questo non avviene per altre regioni che non comunicano i dati correttamente”.
“La disponibilità di oltre 520mila dosi acquistabili ha garantito una copertura capillare e la rete diversificata degli erogatori è stata uno dei motori della campagna vaccinale di questa stagione. I medici di medicina generale si confermano un pilastro, gestendo il 61% delle vaccinazioni – sottolinea la direttrice Politiche del farmaco, Barbara Rebesco –- Cresce la vaccinazione nelle farmacie, che passano dal 16% al 21% del totale delle dosi somministrate. In aumento anche il contributo dei pediatri di libera scelta (10%) e degli altri presidi territoriali”.
“Siamo complessivamente soddisfatti dell’andamento della campagna: siamo riusciti a garantire quella che da sempre è la nostra attività storica, con un’attenzione particolare alle fasce più complesse della popolazione, come i soggetti fragili, attraverso interventi domiciliari e vaccinazioni più complesse – commenta Andrea Carraro, segretario regionale della Fimmg– Un elemento sicuramente positivo di quest’anno è stato l’avvio anticipato della programmazione: grazie all’impegno dell’assessore Nicolò, già a partire da settembre è stato possibile lavorare in modo strutturato sulla campagna, consentendo la disponibilità tempestiva dei vaccini negli studi e l’avvio immediato delle somministrazioni, con una copertura significativa già nelle prime settimane. Resta cruciale comunicare in modo efficace l’importanza della vaccinazione: i dati parlano chiaro, circa il 65% dei ricoverati non risulta vaccinato. Per questo riteniamo fondamentale iniziare il lavoro di sensibilizzazione ancora prima di settembre, così da arrivare preparati all’avvio della stagione”.




