Toscana

nasce Consulta provinciale per la legalità

Grosseto. Dalla sinergia tra Provincia di Grosseto, Parlamento regionale degli studenti, i sindaci del territorio e il mondo dell’associazionismo impegnato nel contrasto alla criminalità organizzata, nasce a Grosseto la prima Consulta provinciale per la legalità della Toscana. 

Lo scorso 5 febbraio, nella sala consiliare di Palazzo Aldobrandeschi, la Provincia ha convocato l’assemblea dei sindaci per un incontro a cui hanno preso parte i rappresentanti del Parlamento regionale degli studenti, l’associazione Generatio Prs, Fondazione Caponnetto, Libera, Movimento delle Agende Rosse, Schierarsi, Avviso Pubblico e Le Sentinelle di Nonno Nino.

Tutti hanno condiviso la volontà di formare un gruppo compatto per lavorare in due direzioni strategiche: da un lato fare prevenzione in modo da contrastare il rischio di infiltrazioni criminali nel tessuto economico provinciale, dall’altro supportare i Comuni nella gestione e riutilizzo dei beni confiscati, per restituirli alla cittadinanza come presidi di legalità.

La Consulta sarà formalmente istituita con il passaggio nel prossimo Consiglio provinciale.

“La legalità non è un principio astratto – commenta Francesco Limatola, presidente della Provincia di Grosseto –, ma una pratica quotidiana che si costruisce con la collaborazione tra tutte le componenti della società, dalle istituzioni, alle associazioni fino ai singoli cittadini. Con la Consulta vogliamo rafforzare gli strumenti di prevenzione, per essere sempre di più un territorio vigile”.

“La Provincia – aggiunge il vicepresidente Valentino Bisconti conferma così l’impegno per la legalità che ha già espresso con la firma dei protocolli d’intesa con la Guardia di Finanza e la Prefettura”.

“Questa Consulta unirà chi agisce per passione, ovvero le associazioni, con chi ha la responsabilità amministrativa: i Comuni – sottolinea Federico Cignelli, portavoce del gruppo di associazioni che hanno promosso la creazione della Consulta -. Il nostro obiettivo è chiaro: supportare capillarmente ogni territorio per ridare la Maremma ai maremmani, liberandola dalle mafie”.


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